Lo promette un progetto coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento
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I numerosi metri quadri di pannelli per la produzione di acqua calda e di energia elettrica che adesso adornano i tetti di chi crede alle energie alternative potrebbero diventare obsolete entro tre anni.
Su questa scommessa ha puntato anche  l’Unione Europe: una bella scommessa da 3 milioni di euro.
Con tanto la Ue finanzierà un progetto per generare calore ed energia elettrica direttamente a casa propria con tecnologie innovative in grado di raggiungere una resa pari al 60-70% rispetto alla radiazione solare catturata.
Il progetto scientifico è denominato Digespo (DIstributed CHP GEneration from small size concentrated Solar POwer) e fa chiaramente riferimento a celle solari a concentrazioni di piccola taglia.
Il sistema, infatti, dovrà essere  applicabile alle singole abitazioni e sara’ costituito da una serie di piccole parabole di 40 cm di diametro da collocare sul tetto dell’edificio e da un motore termico, per il quale la Fondazione Bruno Kessler di Trento (Fbk) ha sviluppato e depositato un brevetto a livello internazionale.
Le parabole saranno in grado di focalizzare la radiazione solare e scaldare un fluido termico posto all’interno di un tubo sottovuoto alla temperatura di 250-300 C, in modo da attivare il motore collegato al sistema e produrre energia elettrica e calore.
Il progetto è coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento, centro di ricerca di livello internazionale. Oltre alla Fbk e all’Universita’ di Uppsala parteciperanno i ricercatori del Politecnico di Milano e delle aziende Narva (Germania), Elma (Riva del Garda, in Trentino), Ses (Gran Bretagna) e Projects in Motion (Malta).

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