Trenitalia Umbria-Marche  negherebbe l'esenzione dal lavoro notturno ai dipendenti che hanno da assistere familiari disabili
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La Divisione Trasporto Passeggeri Regionale Marche – Umbria di Trenitalia sembra dare una interpretazione particolare dei diritti dei propri dipendenti in merito all’assistenza ai familiari disabili.
Secondo l’ organizzazione sindacale FAST FerroVie, “I suoi dirigenti, infatti, interpretando in maniera capziosa e strumentale le norme previste da d.lgs. n. 66/2003 e riprese dalla Circolare n. 8 del 2005 del Ministero del Lavoro e delle Politiche  Sociali, hanno deciso di negare l’esenzione dal lavoro notturno ai propri dipendenti che abbiano in carico un soggetto disabile. Nello specifico, anziché esentare gli interessati dal lavoro notturno,
come recita la circolare 8/2005, “tra le 24 e le 7, ovvero tra le 23 e le 6, ovvero tra le 22 e le 5”, hanno legato il godimento del diritto allo status di “lavoratore notturno”, parametro che serve a regolare, com’è noto, altre fattispecie contrattuali.
I lavoratori quindi hanno dovuto spesso ricorrere ad altri tipi di permesso o addirittura all’utilizzo dei propri giorni di congedo per prestare assistenza ai familiari bisognevoli di cure, poiché è stato loro negata a priori ogni ipotesi di cambio di servizio richiesto per potere non allontanarsi dalla propria abitazione durante la notte, così com’è nello spirito delle norme qui citate.”
Ad iniziativa del sindacato il comportamento di Trenitalia non sarebbe condiviso neppure dal Ministero del Lavoro il quale avrebbe precisato “in modo inequivocabile” che il lavoratore ha un “diritto potestativo” e che lo stesso è altresì titolare di un “diritto di resistenza” rispetto alle richieste del datore di lavoro.

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