L'Amministrazione Todini ritiene che il sequestro da parte del NOE sia dovuto ad una "erronea qualificazione dei reflui dell'impianto di Olmeto" e chiede la rapida rimozione dei "sigilli"
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L’Amministrazione comunale di Marsciano "reagisce" al sequestro da parte dei carabinieri del NOE dei due invasi di stoccaggio "di acque azotate" di Papiano e Sant’Elena.
"In relazione al sequestro dei due laghetti – informa una nota – il Comune di Marsciano rileva in primo luogo l’erronea qualificazione dei reflui dell’impianto di Olmeto, come rifiuti e, sul punto, si riserva di fornire ogni ampia dimostrazione nelle sedi opportune".
Ma a preoccupare la Giunta Todini non c’è soltanto l’aspetto giudiziario ma anche quello ambientale. "Il sequestro – dice infatti il sindaco Todini – appare comunque inopportuno in quanto potenzialmente in grado di creare una situazione di effettivo pericolo di danno ambientale; danno che invece fino ad oggi non si è mai verificato, così come comprovato dalla estesa e approfondita serie di analisi che nel corso anche degli ultimi mesi hanno escluso qualsiasi forma di inquinamento di terreni e di falde, legato all’attività dell’impianto stesso".
L’Amministrazione ritiene  che "è proprio la temporanea utilizzazione dei due laghetti, effettuata a seguito di legittime e doverose ordinanze sindacali, per limitare l’incremento di volume nelle lagune di stoccaggio (dovuto a precipitazioni atmosferiche), che consente di escludere ogni pericolo di sversamento".
A sostegno di questa posizione, viene ricordato che "tale pratica è stata già utilizzata più volte negli anni passati, nel rispetto delle leggi e in assenza di contestazione da parte di organi di controllo, ed ha garantito il funzionamento di un impianto a servizio della zootecnia locale, oggi pesantemente penalizzata: tutto ciò consentendo il riequilibrio dei volumi attraverso la pratica agronomica della fertirrigazione avvenuta sempre nel rispetto delle normative vigenti".
Il sindaco, di conseguenza, rappresenta che "l’eventuale permanenza del sequestro verrebbe a rendere concreto il rischio, pur tenendo conto che nell’impianto non confluiscono più reflui dal 4 agosto del 2009".
In pratica l’Amministrazione comunale di Marsciano riafferma la correttezza e legittimità del proprio operato, auspicando che la vicenda possa concludersi al più presto "con una serena valutazione da parte degli organi competenti".

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