Intervenendo ad una riunione elettorale a Marsciano, il consigliere regionale ha sostenuto che il provvedimento dei carabinieri del NOE è partito da una sua denuncia-querela
biodigestore-olmeto-marsciano

Il consigliere regionale uscente Enrico Sebastiani, nel corso di un incontro elettorale tenutosi martedì sera a Marsciano, ha "girato il coltello nella piaga", dove per "piaga" è intesa la questione del biodigestore e il sequestro di due invasi di stoccaggio da parte del NOE, provvedimento valutato dall’esponente di centrodestra come "opportuno e necessario".
"E’ questa l’occasione – ha voluto far sapere Sebastiani – per porre fine alla vicenda relativa all’impianto di Olmeto, cui ho contribuito a dare un forte impulso con l’atto di denuncia-querela presentato personalmente presso i Carabinieri".
Sebastiani ha poi chiarito i motivi del proprio merito. "La interrogazione che avevo presentato alla Giunta Regionale per sapere quali iniziative intendesse adottare per risolvere i problemi ambientali e sanitari relativi alle attività del biodigestore, in attesa della conclusione delle indagini della magistratura, era rimasta senza risposta. Pertanto, dopo essere venuto a conoscenza che i risultati delle analisi dei campioni di acqua di pozzo destinata al consumo umano e prelevata nella zona interessata dall’attività del biodigestore, avevano evidenziato la non potabilità dell’acqua per valori eccedenti numerosi parametri e per la eccedenza di metalli, mi sono visto costretto ad adire immediatamente l’Autorità Giudiziaria. Ed i risultati – ha concluso Sebastiani – sono arrivati".
Un "merito", quello auto-riconosciutosi da Sebastiani, che non piacerà al sindaco Todinie e all’Amministrazione comunale, che aveva ribadito "a caldo" come ad Olmeto e dintorni tutto fosse in regola.

 

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