Il Ministro dell'Ambiente smentisce di aver rifiutato la firma del decreto proposto dal Ministro dell'Agricoltura, ma solo perchè tale decreto non è ancora arrivato al suo dicastero
prestigiacomo

Sul decreto del Ministro dell’Agricoltura con il quale sarebbe stato vietata in Italia la coltivazione di un tipo di mais ogm è scoppiato un giallo.
La ragione principale sembra sia il fatto che a tutt’oggi il decreto non sia stato controfirmato dal ministro per l’ambiente, Prestigiacomo.
A tale ministro alcuni giornali hanno fatto dire che la firma non sarebbe stata apposta per divergenze sostanziali.
Ad accreditare una  tale possibilità anche alcune dichiarazioni al congresso in corso a Taormina della Confagricoltura.

Qui il viceministro per lo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, parlando degli ogm aveva dichiarato “Dobbiamo aprirci alla ricerca e innovazione anche nel terreno agricolo, senza aver paura di snaturarsi. Per questo mi avrete ancora al vostro fianco nei prossimi mesi".  Ancora più esplicito l’arcivecovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi “-E’ ora di finirla con le scomuniche sugli ogm". "E’ ora che l’agricoltura dimostri che l’innovazione e’ amica dell’ambiente. LA tecnica e’ al servizio del’uomo e l’esercizio della prudenza non vuole dire l’esercizio di strumenti legislativi utilizzati a carattere ideologico”.
Dichiarazioni che un giornale vicino al governo aveva ben evidenziato.
Ora il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ribadisce il suo "No a posizioni ideologiche sugli Ogm ma verifiche su basi scientifiche" e nello stesso tempo smentisce di aver rilasciato «alcuna dichiarazione» in merito «alla eventuale mancata controfirma» del decreto Zaia.
«Sulla materia Ogm, in occasione del convegno di Confagricoltura in corso di svolgimento a Taormina – afferma Prestigiacomo – ho espresso la mia posizione peraltro già nota. E cioè che su questo tema bisogna rifuggire dalle posizioni ideologiche e verificare su basi scientifiche le caratteristiche dei prodotti; rivendicando comunque il diritto di ciascun paese Ue ad assumere in materia scelte nazionali autonome». 
Tutto ciò condito con l’affermazione che il «decreto Zaia, ancora non  (è) pervenuto al ministero dell’Ambiente
Quindi Prestigiacomo ha solo smentito di aver espresso ufficialmente un parere negativo che  purtuttavia potrebbe essere in pectore.
Ma, forse conscio del momento e del luogo dove le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente sono state rese, mostra fiducia il presidente, umbro, della Coldiretti Sergio Marini «Prendiamo atto con fiducia del chiarimento del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sul fatto che ‘non è stata rilasciata alcuna dichiarazionè sulla mancata controfirma del Decreto per vietare la coltivazione del mais geneticamente modificato già siglato dal ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia».
A rendere moderatamente ottimista Marini sembra sia stato il passo del discorso della Prestigiacomo sul «diritto di ciascun paese Ue ad assumere in materia scelte nazionali autonome». «Infatti, riteniamo che – precisa Marini – se il ruolo della ricerca e della scienza è quello di proporre liberamente opzioni, quello dei cittadini e della politica è altrettanto liberamente quello di decidere come e se applicarle. In un Paese come l’Italia dove oltre tre cittadini su quattro si dichiarano contrari alla coltivazione di ogm – continua Marini – ci aspettiamo fiduciosi dal Ministro dell’Ambiente una scelta coerente». 
 «I crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale nel corso del 2009 hanno peraltro portato anche il governo tedesco – ricorda la Coldiretti – a vietare il mais Mon 810 a seguito di nuove acquisizioni circa gli effetti negativi sull’apparato intestinale, sugli organismi del terreno e sulla dispersione del polline, con contaminazioni derivanti dalla impollinazione incrociata tra coltivazioni transgeniche e non».

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