La legge regionale n. 26/2009 prevede che “una quota predefinita dei contratti per l’acquisto di beni e servizi o per l’esecuzione di opere e lavori pubblici, anche di importo superiore alla soglia comunitaria, contengano clausole sociali relative all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.”
Tale disposizione tuttavia rischiava di rimanere una mera enunciazione di principio in mancanza di un regolamento attuativo da parte della Regione Umbria
Ora questo c’è e un plauso unanime è arrivato dalle cooperative sociali umbre associate ad Ancst/Legacoop.per le quali “Le disposizioni per l’introduzione di clausole sociali relative all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei bandi di gara per l’acquisto di beni e servizi o per l’esecuzione di lavori pubblici rappresentano un passo importante e un’azione concreta verso i soggetti svantaggiati e verso il mondo della cooperazione sociale. Il testo approvato recepisce integralmente le proposte presentate dalle cooperative sociali di tipo B, elaborate nel corso degli incontri tra gli operatori e con la Regione.
L’atto mette l’Umbria all’avanguardia in Italia rispetto ai temi del sociale e dei lavoratori svantaggiati.
Il testo è valido sia sulle offerte cosiddette sotto la soglia, sotto cioè i 200 mila euro, che per quelle sopra la soglia europea. Le clausole sociali da oggi hanno un quadro chiaro e preciso a cui le imprese cooperative e non possono rifarsi.”
Senza il decreto attuativo, secondo Ancst Umbria, la legge sarebbe rimasta menomata.
- Bic
- 28 Marzo 2010











