Perugia e l’Umbria entrano nel discorso solamente perché nel capoluogo regionale a maggio si terrà a battesimo “Generazione Italia” che si è presentata come “un aggregatore intergenerazionale rivolto a tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi per l’Italia, con un’attenzione particolare ai giovani che non vogliono limitarsi a subire il futuro del loro Paese ma hanno il coraggio e la passione di immaginarlo”. La convention dell’8 e 9 maggio ha come titolo "Destinazione Futuro".
In modo molto più prosaico Il Giornale l’ha definita “l’iniziativa politica benedetta da Gianfranco Fini e gestita in prima persona dal vicepresidente dei deputati Pdl Italo Bocchino”.
E gli uomini vicini a Berlusconi manifestano perplessità se non opposizione .
Per tutti Fabrizio Cicchitto dice no alle correnti e mette in guardia: all’interno del Pdl c’è una voglia «irrazionale di marcare le distinzioni» che non tiene conto della necessità di dare risposte serie e collettive».
Ma Perugia potrebbe segnare, con la convention “Destinazione Futuro” un punto di svolta notevole sulle conclamate volontà “riformistiche” del Governo nazionale. L’on. Fabio Granata , Vice Presidente della Commissione Nazionale Antimafia ed uno degli animatori di “generazione Italia” ha lanciato un messaggio che potrebbe risultare oggettivamente in antitesi con le priorità che il Governo vorrebbe seguire in tema di riforme.
Il discorso di Granata è formalmente rivolto ai giovani sedicenni, cui vorrebbe dare il voto, ma sostanzialmente appare avere come orizzonte temporale più prossimo la scadenza elettorale prevista tra tre anni quando i sedicenni d’adesso potranno comunque votare.
E, relativamente a questi futuri elettori, il deputato siciliano afferma che “Ai giovani interessa poco il tema astratto delle riforme ‚ tantomeno possiamo avvicinarli discettando di semipresidenzialismo alla francese o liberismo privo di anima e progetto.”
A Perugia quindi si tratterà di vedere se si riterranno riforme astratte a cui le giovani generazioni non prestano soverchia attenzione il presidenzialismo, la giustizia, le intercettazioni telefoniche ecc e se non si riterrà meglio puntare su questioni con cui i giovani si confrontano concretamente ogni giorno: la scuola e l’accesso al mondo del lavoro.
Se così fosse lo sconquasso potrebbe essere grande nel mondo del centro destra anche perché le prime mosse del Pd, dopo le elezioni, sembrano indicare una precisa presa di distanza sia dalle priorità indicate dall’on Berlusconi sia dall’accentuazione delle polemiche sulle scelte annunciate dal Governo in campi che non siano strettamente attinenti al “sociale”.
«Noi dobbiamo dare – dicono a sinistra – delle risposte innanzitutto alle famiglie italiane su tasse, assegni familiari, cassa integrazione, occupazione per i nostri figli, smantellamento di scuola e università. Non credo che, rispetto a questi problemi, ci sia un uomo o una donna in Italia che si sente appagato dal sapere che faremo subito il Senato federale o cambieremo i poteri del premier».
E una certa affinità tra queste dichiarazioni e quelle di Granata, non sembra difficile coglierla, anche se parlare di una “operazione Milazzo”, ripensando al lontano 1958 quando proprio un siciliano riuscì a formare un governo regionale in cui entrarono sia esponenti degli allora Msi e Pci, è sicuramente prematuro.
Quel che è certo che Granata si è distinto per dichiarazioni che a molti del Pdl non hanno suonato bene:"c’è una questione morale nel paese e nel partito"; "Basta attacchi ai giudici"; Se fossi Verdini mi sospenderei dal Pdl".
Per quelli del Pdl è un "rompic.." ma lui si sente "come Ulisse. Non bisogna avere paura di esplorare nuove rotte". Che la sua nave vogli salpare lungo una nuova rotta proprio da Perugia? E chi sarà nell’equipaggio?
- Bic
- 6 Aprile 2010










