CIRIAF è l'acronimo di Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento da Agenti Fisici costituito nel 1997 che ha sviluppato a perugia tre importanti, riconosciuti internazionalmente, progetti per il contrasto del riscaldamento terrestre
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Si apriranno domani 9 Aprile alle ore 10.30 i lavori del X congresso nazionale CIRIAF presso La Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia, con il saluto che il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha voluto inviare ai congressisti.
I lavori saranno avviati dal  prof. Sen Gino Moncada Lo Giudice presidente del comitato.
Sabato 10 alle ore 11.30 la premiazione dei due vincitori del Premio "Mauro Felli" i medici dr. Luigina Graziosi del gruppo di ricerca coordinato dal prof. Annibale Donini e il dr. Paolo Sportoletti del gruppo di ricerca del prof. Fabio Massimo Martelli.
Sarà presente alla cerimonia oltre alla sig. Mirella Felli l’assessore all’Ambiente del Comune di Perugia Lorena Pesaresi.
Presidente del comitato organizzatore è il marscianese prof. ing. Franco Cotana, mentre il direttore del CIRIAF è il prof. Francesco Asdrubali.
Il CIRIAF è l’acronimo di Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento da Agenti Fisici costituito nel 1997 tra: Università degli Studi di Perugia e Università degli Studi di Roma tre, ma che adesso è esteso in tutta Italia.

Tra l’altro il Centro dell’Università di Perugia, con un gruppo di ricerca, ha il merito di  aver calcolato teoricamente prima e verificato sperimentalmente poi che, se il riscaldamento è dovuto all’incremento della CO2 in atmosfera, una superficie mediamente di 5- 10 metri quadrati di colore bianco (a seconda della latitudine e del coefficiente di riflessione, ad esempio trattata con vernici al Biossido di Titanio) ai fini del riscaldamento terrestre globale, produce un effetto rinfrescante equivalente all’effetto riscaldante una tonnellata di CO2.
Si tratta di respingere la radiazione solare tramite superfici bianche riflettenti immediatamente quando la radiazione colpisce la superficie (con lunghezza d’onda corta tra 0,2 e 4 micrometri) prima che venga assorbita dal suolo e cambi lunghezza d’onda (tra 4 e 25 micrometri) trasformandosi in calore che poi non riesce a riattraversare l’atmosfera.
 

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