L'imprenditore Riccardo Fusi, ex presidente della Btp  indagato per corruzione in una inchiesta fiorentina, accenna ad una "cupola" che guiderebbe gli appalti per le grandi opere
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L’imprenditore Riccardo Fusi, ex presidente della Btp, indagato per corruzione nell’inchiesta fiorentina sull’appalto per la scuola marescialli, ha avuto con la sua società grandi appalti in Umbria tra i quali l’Ospedale di Perugia e quello di Todi-Pantalla.
Ora l’imprenditore sembra un fiume in piena e minaccia rivelazioni su appalti per lui anomali
«Quando avrò studiato documenti e testimonianze, presenterò altri esposti, su altri appalti, non solo fiorentini, che secondo me presentano anomalie».
Ha, infatti, accennato ai Nuovi Uffizi, all’Auditorium del Maggio Musicale e al sottoattraversamento della Tav di Firenze, al Petruzzelli di Bari, all’Aeroporto di Perugia, al Palazzo del cinema a Venezia, e «alle assegnazioni per il G8».
Parlando delle grandi opere, «negli ultimi 3 o 4 anni – ha detto Fusi – è stato devastante il metodo con cui sono stati appaltati i lavori, cioè il sistema cosidetto delle anomalie, che dovrebbe assegnarli non a chi ha presentato il massimo ribasso, ma a chi si avvicina di più a un valore medio fra offerta più bassa e più alta. In realtà, però, poi c’è una certa discrezionalità delle commissioni aggiudicatrici: alla fine decide chi ha più uomini, più interessi in commissione.
È un dato di fatto che negli ultimi anni, se governa la destra vincono quelli considerati vicini alla sinistra e viceversa. Pare contraddittorio, ma secondo me è un disegno politico»

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