Sarà un grande esponente dell’arte contemporanea italiana a realizzare per la Giostra della Quintana di Foligno il Palio della Sfida che sarà assegnato il prossimo 12 giugno al vincitore della tenzone cavalleresca ambientata nel Seicento.
E’ Gianni Dessì, romano, uno tra gli artisti più significativi dell’astrattismo contemporaneo. Lavora nella Capitale in via degli Ausoni che ha dato il nome al gruppo di Dessì, Ceccobelli, Bianchi e Gallo, detto “Nuova scuola romana” che si esprime a fianco della Transavanguardia. La sua pittura investiga i rapporti tra luce, forma e materia.
“Dessì si è detto entusiasta e ben felice di realizzare il Palio della Quintana – sottolinea l’avvocato Tomassoni critico d’arte Italo Tomassoni, componente di rilievo della Commissione dell’Ente Giostra della Quintana – e ha detto che dedicherà all’opera tutto il mese di maggio, seguendo anche quei criteri che sono alla base di ciascun Palio”. E felice per la scelta si è detto anche il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli il quale ha sottolineato come “la galleria d’arte contemporanea che solo la Quintana di Foligno è in grado di esibire, si arricchisce ulteriormente di un lavoro prezioso ed esclusivo realizzato da un grande artista italiano”.
Gianni Dessì nasce a Roma nel 1955. Studia all’Accademia di Belle Arti dove si diploma in scenografia con Toti Scialoja. Inizia a collaborare a metà degli anni Settanta con il teatro d’avanguardia. Nel 1980 tiene la prime personali alla Galleria Ugo Ferranti di Roma e alla Galleria Yvon Lambert di Parigi. Nel 1981 con Bruno Ceccobelli e Giuseppe Gallo partecipa ad alcune importanti collettive all’estero: al Groninger Museum di Groningen (1981) e alla Salvatore Ala Gallery di New York (1983).
Luce, colore, materia. Una sperimentazione linguistica tra pigmento e materiali anomali. Un gioco pittorico tra cromatismi luminosi e impasti materici. E oltre il colore, il simbolo: figure astrattamente enigmatiche, immagini misteriose quasi alchemiche, che diventano simboli segreti da decodificare. Le pitture prendono la forma di impronte, lacerazioni, buchi, ma anche figure di volti, uova, occhi, bocche; disegni geometrici tracciati direttamente con il tubo di colore, fili e placche di metallo, elementi inclusi nel processo di ricomposizione del reale. Di questo – colore, materia, gesto, luce e simbolo – si nutre l’arte di Gianni Dessì.
- bic
- 22 Aprile 2010










