In un solo giorno ben tre iniziative antimafia si sono tenute a Perugia, ed altre si stanno svolgendo in questi giorni.
Sembra un caso, ma poco prima del maxi-sequestro che ha coinvolto anche l’Umbria da 6 milioni di euro di beni ai capi mafia, si è tenuta una iniziativa con una serie di ospiti nazionali ed internazionali delle istituzioni, degli enti locali, delle fondazioni economiche, dell’associazionismo e del terzo settore che si sono incontrati alla Fondazione Cassa di Risparmio per discutere proprio delle Buone Pratiche per la gestione dei Beni confiscati alle Mafie, che ora potranno mettere in atto anche nella nostra regione.
In seguito il sindaco di Perugia ed il suo collega di Lamezia Terme, hanno firmato a Palazzo dei Priori una dichiarazione di intenti per creare più strette relazioni tra le due città, considerando una “priorità nazionale la lotta contro tutte le mafie e per la piena affermazione della legalità”.
Erano presenti anche alcuni ragazzi della città calabrese che studiano a Perugia. Nella dichiarazione comune si sottolinea anche come fondamentale “lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno e dei suoi territori”.
A questo fine, si riconosce il valore concreto ed istituzionale “di un rapporto di partnership tra governi locali e territori al fine di creare opportunità per lo sviluppo locale e per l’affermazione e diffusione di buone pratiche amministrative a sostegno dello sviluppo”.
Nella dichiarazione comune di intenti c’è dunque l’impegno ad attivare le azioni necessarie alla diffusione della cultura della legalità, sostenere le iniziative di interscambio tra scuole, università e organizzazioni giovanili e tra le istituzioni e le organizzazioni culturali delle due città.
Da parte dei due sindaci è stato ricordato che la storica presenza di una comunità calabrese a Perugia di fatto avvicina le due comunità, ed è stata ribadita l’importanza di una stretta relazione nel segno della solidarietà, della messa in atto di buone pratiche per l’affermazione della legalità, dello spirito di consolidamento dell’unità nazionale.
L’iniziativa si inquadra nella manifestazione ”Lotta alle Mafie, azioni sociali di solidarietà e partecipazione”, che intende valorizzare e diffondere le esperienze più produttive nella gestione dei beni confiscati alle mafie.
La manifestazione è organizzata da un cartello di associazioni e istituzioni (Libera, Agenzia per le ONLUS, Regione Umbria, Comune di Perugia, IULM e Fondazione per il Sud). Alcuni dei partecipanti ai lavori di questa mattina hanno poi assistito nella Sala Rossa alla firma della dichiarazione di intenti dei due sindaci. Tra loro, anche don Tonio Dell’Olio, responsabile internazionale di Libera.
Nel primo pomeriggio come simbolo di pace e di lotta a tutte le mafie è stato piantato un ulivo di 50 anni, donato dalla Comunità montana, di fronte ad uno dei panorami più suggestivi del centro storico, in piazza della Rupe.
Subito al di sotto è stata posta una targa del Comune e del Festival Internazionale del Giornalismo in memoria di Peppino Impastato e di tutti i giornalisti morti per mano della mafia. Questo serve come monito a tutte le persone che vivono Perugia da cittadini, da studenti o da semplici turisti per ricordare che la libertà, anche quella di informazione, va difesa anche con la vita.
Sembra un caso, ma poco prima del maxi-sequestro che ha coinvolto anche l’Umbria da 6 milioni di euro di beni ai capi mafia, si è tenuta una iniziativa con una serie di ospiti nazionali ed internazionali delle istituzioni, degli enti locali, delle fondazioni economiche, dell’associazionismo e del terzo settore che si sono incontrati alla Fondazione Cassa di Risparmio per discutere proprio delle Buone Pratiche per la gestione dei Beni confiscati alle Mafie, che ora potranno mettere in atto anche nella nostra regione.
In seguito il sindaco di Perugia ed il suo collega di Lamezia Terme, hanno firmato a Palazzo dei Priori una dichiarazione di intenti per creare più strette relazioni tra le due città, considerando una “priorità nazionale la lotta contro tutte le mafie e per la piena affermazione della legalità”.
Erano presenti anche alcuni ragazzi della città calabrese che studiano a Perugia. Nella dichiarazione comune si sottolinea anche come fondamentale “lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno e dei suoi territori”.
A questo fine, si riconosce il valore concreto ed istituzionale “di un rapporto di partnership tra governi locali e territori al fine di creare opportunità per lo sviluppo locale e per l’affermazione e diffusione di buone pratiche amministrative a sostegno dello sviluppo”.
Nella dichiarazione comune di intenti c’è dunque l’impegno ad attivare le azioni necessarie alla diffusione della cultura della legalità, sostenere le iniziative di interscambio tra scuole, università e organizzazioni giovanili e tra le istituzioni e le organizzazioni culturali delle due città.
Da parte dei due sindaci è stato ricordato che la storica presenza di una comunità calabrese a Perugia di fatto avvicina le due comunità, ed è stata ribadita l’importanza di una stretta relazione nel segno della solidarietà, della messa in atto di buone pratiche per l’affermazione della legalità, dello spirito di consolidamento dell’unità nazionale.
L’iniziativa si inquadra nella manifestazione ”Lotta alle Mafie, azioni sociali di solidarietà e partecipazione”, che intende valorizzare e diffondere le esperienze più produttive nella gestione dei beni confiscati alle mafie.
La manifestazione è organizzata da un cartello di associazioni e istituzioni (Libera, Agenzia per le ONLUS, Regione Umbria, Comune di Perugia, IULM e Fondazione per il Sud). Alcuni dei partecipanti ai lavori di questa mattina hanno poi assistito nella Sala Rossa alla firma della dichiarazione di intenti dei due sindaci. Tra loro, anche don Tonio Dell’Olio, responsabile internazionale di Libera.
Nel primo pomeriggio come simbolo di pace e di lotta a tutte le mafie è stato piantato un ulivo di 50 anni, donato dalla Comunità montana, di fronte ad uno dei panorami più suggestivi del centro storico, in piazza della Rupe.
Subito al di sotto è stata posta una targa del Comune e del Festival Internazionale del Giornalismo in memoria di Peppino Impastato e di tutti i giornalisti morti per mano della mafia. Questo serve come monito a tutte le persone che vivono Perugia da cittadini, da studenti o da semplici turisti per ricordare che la libertà, anche quella di informazione, va difesa anche con la vita.
In allegato in forma sintetica gli interventi del seminario sull’antimafia della mattina








