Coltivazione del girasole ad alto contenuto oleico ed utilizzo per la produzione di olio lubrificante per macchine agricole, gli obiettivi di due progetti che vedono in campo il Parco Tecnologico Agroalimentare di Pantalla, la Novamont e due altre società
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Su queste pagine ci siamo più volte occupati dell’impegno di scienziati ed imprenditori dell’Umbria nel campo della “green economy”.
Una di queste scienziate-imprenditrici è la folignate Catia Bastioni, che oltre che essere Amministratore delegato della Novamont, affianca alla presidenza del Kyoto Club Italiano Gianluigi Angelantoni dell’omonimo gruppo massetano.
Fino ad ora Novamont e Bastioni erano noti per la produzione, per semplificare, di sacchetti della spesa totalmente biodegradabili, perché la materia prima utilizzata era di provenienza agricola e non dal petrolio.
Ora  con il coinvolgimento nella partnership della Novamont S.p.a., delle società Oro verde Soc.Coop. e Sincro S.R.L. e di 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria nel ruolo di capofila è nato il progetto “Cooperazione tra imprese per la creazione in Umbria di una filiera innovativa del girasole ad alto con-tenuto di acido oleico per la produzione di lubrificanti ad uso agricolo” ed il progetto “Sviluppo di lubrificanti bio-degradabili e da fonte rinnovabile per usi in agricoltura
Lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale”,  nascono dalla volontà di realizzare in Umbria una filiera innovativa ed integrata a basso impatto per la coltivazione del girasole ad alto contenuto di acido oleico, per la produzione di oli vegetali raffinati da usare come lubrificanti biodegradabili in agricoltura.

In particolare, il primo progetto mira ad individuare, attraverso prove in campo, degli itinerari tecnici innovativi per la coltivazione del girasole alto oleico in Umbria, partendo dall’identificazione nel territorio regionale ed in particolare nella provincia di Terni, delle aree a maggiore vocazione elianticola e delle varietà alto oleiche più produttive ed innovative.
Quindi, saranno condotte in pieno campo delle prove per valutare i risultati produttivi ottenuti adottando degli itinerari a “basso input” in rapporto alla tecnica colturale che viene normalmente adottata nella zona. Tale analisi sarà completata valutando l’impatto ambientale dei metodi colturali posti a confronto.
L’olio di girasole prodotto all’interno di questo progetto, opportunamente caratterizzato, sarà destinato alla preparazione/ realizzazione di lubrificanti da usare in agricoltura.
Le informazioni ottenute dalle prove permetteranno la stesura di un disciplinare per la coltivazione a basso impatto ambientale del girasole alto oleico. A
l fine di supportare al meglio queste attività la produzione dell’olio sarà accompagnata dalla realizzazione di una mappatura corredata di studio di fattibilità ed analisi di mercato sull’uso dei prodotti e sulla valorizzazione dei sottoprodotti di estrazione (panello), considerandone l’impiego in mangimistica e/o come fonte di biomassa per scopi energetici con valutazione di varie tecnologie ( es pirolisi, etc).

In stretto collegamento con il progetto “Cooperazione tra imprese per la creazione in Umbria di una filiera innova-tiva del girasole ad alto contenuto di acido oleico per la produzione di lubrificanti ad uso agricolo” saranno realiz-zate le attività previste nel progetto “Sviluppo di lubrificanti biodegradabili e da fonte rinnovabile per usi in agricoltura”.
Tale idea progettuale nasce dalla volontà di impiegare l’olio estratto dalle varietà di girasole alto oleiche coltivate in Umbria attraverso tecniche colturali a basso input, per sviluppare dei lubrificanti biodegradabili da utilizzare su macchine agricole.
Attualmente circa il 50% dei lubrificanti venduti e usati nel mondo sono dispersi nell’ambiente attraverso applicazioni di “total loss”, evaporazione, cadute o incidenti.
I lubrificanti sono costituiti da un composto base di origine fossile (petrolio) con un’alta tossicità e una bassa biodegradabilità risultando una considerevole minaccia per l’ambiente.
Al contrario, quando i lubrificanti ed i liquidi idraulici sono a base di oli vegetali raffinati si acquistano le proprietà di biodegradabilità e di bassa tossicità; inoltre, i lubrificanti a base di oli vegetali presentano eccellenti proprietà tribiologiche, elevati indici di viscosità ed alti punti di infiammabilità.
Allo stato attuale, l’uso degli oli vegetali puri è limitato ad applicazioni di “total loss” come per esempio lubrificanti per le seghe a catena o per applicazioni “partial loss” come liquidi idraulici a temperature molto basse.
Altre applicazioni riguardano: circuiti idraulici, ammortizzatori, filtrazione dell’aria, produzione di grassi per usi vari e tante altre utenze.
Gli elementi che spingono verso l’uso di oli vegetali raffinati da impiegare come lubrificanti biodegradabili e da fonte rinnovabile per applicazioni su macchine agricole sono molteplici: più alta stabilità termica, più flessibilità nel disegno di viscosità (3-100 mm2/s a 40°C), possibilità di ottenere le molecole con polarità differente e quindi differenti interazioni con le superfici di metallo, possibilità di eliminazione del materiale non saponificabile, più alto potenziale per la standardizzazione dei prodotti.
Lo sviluppo dei sopracitati oli vegetali raffinati da usare come lubrificanti è inevitabilmente legato alla separazione, selezione ed alla modifica dei componenti contenuti nell’olio vegetale originale. A tal fine il progetto prevede la realizzazione di un impianto prototipo da hoc di distillazione per tali prodotti per i quali non esiste al momento un impianto commercialmente disponibile.
In particolare a partire da olio di girasole con alto contenuto di acido oleico ed ottenuto dalla filiera umbra con tecniche colturali di basso input, passando attraverso il processo di degommaggio, pretrattamento/purificazione e distillazione realizzata sull’impianto prototipo, sarà possibile ottenere oli vegetali raffinati da usare come lubrificanti biodegradabili su macchine agricole.
Il processo produttivo realizzato sarà successivamente validato caratterizzando i lubrificanti ottenuti dagli oli vegetali raffinati sviluppati, sia attraverso analisi di laboratorio sia realizzando test specifici su macchine agricoli. A conclusione e nel corso di entrambi i progetti la 3A-PTA in collaborazione con gli altri partner saranno realizzate delle attività di diffusione al fine di promuovere tra i produttori agricoli la conoscenza delle specifiche tecniche e l’utilizzo dei prodotti finali ottenuti dalle attività progettuali. Al termine della sperimentazione saranno organizzati dei convegni, uno per ciascun progetto, per diffondere i risultati ottenuti.

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