Il professor Giuseppe Altieri, agroecologo, docente presso l’Istituto Agrario di Todi, ha intrapreso una battaglia contro l’uso di diserbanti da parte della Provincia di Perugia per il controllo delle infestanti lungo le strade di competenza.
A riguardo ha diffuso una nota del professore Fabio Taffetani, ordinario di Botanica sistematica presso il Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali dell’Università Politecnica delle Marche, contenente informazioni che ritiene sufficienti affinchè vengano sospesi questi "programmi di distruzione di massa della salute pubblica e dell’ambiente" e vengano "citate in tribunale le ditte produttrici di disseccanti di sintesi, per falsa informazione e danni irreparabili alla salute pubblica e ambientale".
Questo l’intervento proposto. "Ecco un breve dossier (insieme a due documenti strettamente collegati – in allegato) riguardante una valutazione critica degli irrazionali interventi di diserbo avviati dalla Provincia di Ancona lungo le strade, effettuati anche in aree abitate e in zone umide, senza alcuna informazione di pericolo ai cittadini ignari e in aperto contrasto con le norme regionali e con quelle che regolano l’uso dei fitofarmaci nelle aree agricole, oltre che con tutte le considerazioni di ordine ambientale, paesaggistico, economico e strettamente tecnico.
Le multinazionali che gestiscono la produzione ed il commercio della chimica e delle sementi (comprese quelle OGM), dopo aver desertificato le nostre campagne, con il ruolo attivo della politica e di una parte degli agricoltori (insieme alla numerosa pletora di intermediari interessati), stanno cercando di aprire un nuovo succoso canale di sfruttamento per perseguire il loro interesse, contando in questo caso sulla complicità e l’ignoranza di amministratori e tecnici che gestiscono migliaia di chilometri di strade.
La stessa Monsanto ha investito molto negli ultimi anni per sostenere la sua campagna a favore dell’uso del Glyphosate, non solo nei campi coltivati, ma anche nelle aree urbane e lungo le strade (ben sapendo che, una volta iniziato il trattamento, si è costretti a continuare sistematicamente l’irrorazione per evitare l’esplosione delle piante più aggressive che si troverebbero un ampio territorio di conquista non più presidiato dalla vegetazione spontanea). ANAS, Società autostrade e Provincia di Ancona hanno risposto con prontezza ed il desolante risultato è sotto gli occhi di tutti.
Chiedo ardentemente a politici, amministratori, responsabili di uffici territoriali ambiente, agricoltura, turismo, sanità, personale dei parchi, attivisti delle associazioni naturalistiche, ambientali e culturali e cittadini tutti, che sono sensibili al problema, di intervenire personalmente (anche con una semplice nota di protesta indirizzata ai rappresentanti della Provincia e della Regione) affinché questo processo di autodistruzione venga quanto prima interrotto e vengano evitati ulteriori danni".
Fabio Taffetani






