Lungo una stradina di campagna di Canneto, zona residenziale della periferia nord-ovest di Perugia, tra Cenerente e Colle Umberto, ieri sera poco prima delle 23, si è consumato un episodio tragico e ancora misterioso.
In una vecchia auto andata a fuoco è stato ritrovato il cadavere di una persona, carbonizzata, ancora con la cintura di sicurezza allacciata.
Due le ipotesi al vaglio degli investigatori che ancora devono accertare l’identità della vittima, posto che il proprietario del veicolo è stato individuato in un perugino.
All’interno dell’auto sono stati trovati dei piccoli contenitori di sostanze infiammabili e questo fatto potrebbe supportare diverse ipotesi.
La prima idea è che sia stato il tentativo di far sparire le tracce di qualche omicidio. La macchina infatti non sembra aver subito incidenti ed è accostata sul ciglio della stradina. Ignoti avrebbero gettato i contenitori con sostanza infiammabile dopo aver legato con le cinture di sicurezza la loro vittima, forse già morta oppure no.
La seconda ipotesi è che la vittima trasportasse i contenitori infiammabili e che questi abbiano preso improvvisamente fuoco.
L’autista avrebbe accostato l’auto per porre rimedio al danno, ma non avrebbe fatto in tempo a scendere dall’auto.
In questa seconda ipotesi ci si chiede a cosa servissero quei contenitori infiammabili, bombolette spray e qualcuno avanza anche l’idea che si sia trattato di un suicidio.
L’ipotesi dell’omicidio, tuttavia, contrasterebbe col fatto che tutto è avvenuto si in una stradina di campagna, ma non molto distante da abitazioni.
Sono stati infatti gli abitanti della zona a lanciare l’allarme, dopo aver udito una serie di esplosioni e le fiamme.
Ove dovesse essere accertato che la vittima non è il proprietario dell’auto, una vecchia Seat Ibiza, c’è da considerare che spesso tali “rottami” viaggianti sono in uso ad extracomunitari.
In ogni caso solo dopo l’autopsia si potranno avere elementi ulteriori per le indagini in corso.
Aggiornamento:
L’ultima ipotesi, quella che al momento va per la maggiore, è che si è trattato di un un suicidio.
La vittima è un’operaio di 68 anni.
A lui gli investigatori della squadra mobile della questura sono risalti dopo aver accertato che la proprietà del mezzo era del figlio.
Per di più è stato trovato, nella casa dell’operaio, un biglietto di addio ai familiari









