L'idea iniziale, definita velleitaria, dell'assessore alla cultura alla Provincia di Perugia, annacquata in terza commissione, dove prevale lo spirito grifocentrico
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L’assessore provinciale alla cultura Donatella Porzi aveva nei giorni scorsi sostenuto che “L’Umbria è una “città-regione” e, come tale, si identifica in un unico, grande blocco demografico, in una “metropoli di provincia” il cui sviluppo, città per città, di volta in volta, potrebbe avere le carte in regola per candidare a “capitale europea della cultura” tanto il piccolo centro quanto il capoluogo o uno soltanto dei centri maggiori”.
La dichiarazione in vista della competizione tra le città italiane per nominare la “capitale europea della cultura” per l’anno 2019.
Una procedura questa regolamentata dalla Comunità Europea lunga e rigorosa normata dalla “Decisione n. 1622/2006/CE del Parlamento e del Consiglio europeo”. Nello spirito della normativa europea, secondo l’assessore, molti valori culturali espressi dai “centri minori” del territorio potrebbero sostenere e integrare la spinta alla candidatura: nella nostra “metropoli di provincia” umbra, si pensi quanto “valore aggiunto”, quanta ricchezza inesplorata hanno i borghi e le vie che li congiungono, le valli e le colline che segmentano il territorio, i paesi posti sui confini con altre Province.
L’assessore aveva ricordato che Marsiglia, ad esempio, che è stata scelta per il 2013, abbraccia un territorio che va da Tolone alla Camargue e coinvolge 130 città (il progetto s’intitola “Marseille/Provence).
Questo perché, spiega l’assessore, si è capito che una città da sola non può essere la città ideale per promuovere e diffondere, anche in prospettive future, la cultura se non coinvolge il territorio circostante. Inoltre, anche da un punto di vista finanziario il coinvolgimento di tante forze fa sì che i costi di preselezione per la candidatura e quelli successivi possano essere suddivisi e frazionati.
Ma tale idea sembra ora alquanto annacquata visto che  in una nota del Gruppo Provinciale Prc alla Provincia di Perugia, guidato da Luca Balzelli, si afferma che: “L’impegno della Provincia per candidare Perugia a Capitale europea della cultura nel 2019, rappresenta, oltre che un obiettivo condiviso dalla III Commissione consiliare, che in merito ha discusso e prodotto un documento unitario, anche un’occasione unica per portare l’immagine di Perugia, del suo territorio tutto e dell’Umbria alla ribalta nazionale, europea e mondiale”.
In modo più esplicito la III Commissione consiliare ha ritenuto di non “sciupare un’occasione preziosissima per l’Umbria con candidature velleitarie e prive di senso, che porterebbero acqua solo ed esclusivamente al mulino di altre città europee.
E’ però parimenti vero che la III Commissione provinciale ha sottolineato ed inserito nel documento finale il principio per il quale , accanto alla Città di Perugia, dovrà essere candidato e promosso tutto il territorio provinciale: ciò è specchio di un’intelligente e lungimirante volontà tesa a valorizzare a cascata, una volta che la candidatura sia andata in porto, tutto il vasto territorio provinciale, con le sue comunità secolari e i suoi molteplici pregi (culturali, artistici, ambientali ecc… )”.

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