Il Perugia calcio è stato dichiarato fallito dal tribunale, ma, nonostante il fallimento della società, il Perugia potrebbe continuare a giocare anche il prossimo anno nel campionato di Prima divisione di Lega Pro in base a quanto previsto dalle Norme organizzative interne della Federcalcio, con delibera del presidente federale, previo parere vincolante della Covisoc, seguendo determinante condizioni.
La nuova società però dovrà dimostrare entro il termine perentorio di due giorni prima della scadenza del 30 giugno di «di avere acquisito l’intera azienda sportiva della società in stato d’insolvenza», «di avere ottenuto l’affiliazione alla Figc», «di essersi accollata e di avere assolto tutti i debiti sportivi della società cui è stata revocata l’affiliazione, ovvero di aver garantito il pagamento mediante rilascio di fideiussione bancaria a prima richiesta», «di possedere un adeguato patrimonio e risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento degli oneri relativi al campionato di competenza» e «di avere depositato la dichiarazione del legale rappresentante contenente l’impegno a garantire con fideiussione bancaria a prima richiesta le obbligazioni derivanti dai contratti con i tesserati e dalle operazioni di acquisizione di calciatori». «Il deposito della fideiussione – secondo le norme – è condizione per il rilascio del visto di esecutività dei contratti».
Bisognerà ora vedere se la cordata rappresentata dall’ex direttore sportivo del Perugia ed ex presidente dell’Ancona, Ermanno Pieroni, che aveva manifestato interesse per la società in caso di fallimento, se se la sentirà e sara in grado di adempiere alle condizioni.
Nel caso la Federcalcio non dovesse concedere l’ autorizzazione il Perugia sarebbe costretto a ripartire dalla serie D o da un altro campionato dilettantistico di categoria inferiore.
- Redazione
- 21 Maggio 2010









