Accordo tra il capoluogo regionale ed il solo comune di Assisi per presentare una candidatura unica anche se, a cose fatte, si dichiara che "Non e' una candidatura che esclude" altri territori
grifo_nero2

Prima l’assessore provinciale di Perugia aveva proposto una candidatura di tutta l’Umbria, poi la terza commissione della Provincia aveva optato per Perugia con un contorno di ancelle, ed adesso il capoluogo ha indicato l’ancella preferita, le altre pretendenti si accodino pure
Quindi candidatura congiunta di Perugia e Assisi a capitale europea della cultura 2019.
Lo hanno annunciato  i sindaci delle due citta’ Wladimiro Boccali e Claudio Ricci. ”Perugia e Assisi affrontano insieme la sfida di candidarsi a capitale europea della cultura 2019 – hanno dichiarato i due primi cittadini – abbiamo deciso di giocare le nostre carte in modo originale, rispetto alla tradizionale idea della ”citta” della cultura.
Una citta’ che esce dalle sue mura e si proietta nel territorio; due citta’ che stringono un’alleanza strategica”.
”Perugia ed Assisi cercano un nuovo sviluppo – e’ la motivazione di fondo della candidatura – dopo che entrambe hanno portato a termine importanti opere infrastrutturali. Vogliamo ora che il futuro sia cementato dalla qualita’ urbana. Siamo certi di avere tutte le carte in regola per giocare questa scommessa”.
Pur essendo, Assisi e Perugia, governate da due diverse maggioranze politiche, i sindaci si sono detti convinti che ”sia possibile, anzi necessaria, un’operazione di marketing territoriale che sommi la forze di due realta’ urbane vicine, diverse, per molti aspetti complementari. Possiamo trovare un precedente importante, in tempi molto recenti, nella formula delle grandi mostre, Perugino, Pinturicchio, che hanno tracciato percorsi in cui l’arte si inseriva nelle suggestioni del paesaggio e collegava tra loro, secondo un preciso progetto storico, citta’ e borghi. Perche’ non disegnare una originalita’ di proposta umbra anche in questa competizione? Questo significa che attorno alla candidatura delle due citta’ si potra’ lavorare anche per la promozione complessiva del territorio della provincia e della regione, sottolineando in tal modo una specificita’ umbra che fa della rete arte-cultura-qualita’ della vita un modello peculiare, riconosciuto nel mondo. 
Non e’ una candidatura che esclude; al contrario, e’ una proposta a produrre iniziative e a stimolare la voglia di partecipazione”.
Il lavoro e’ gia’ cominciato per procedere alla scelta di un logo che avverra’ attraverso una larga partecipazione popolare ed un concorso.

Ma l’assessore della provincia di Perugia sembra voglia proseguire nel suo tentativo "regionale": ”Serve un gioco di squadra; un lavoro in rete affinche’ il progetto sia il piu’ competitivo possibile, esso potra’ essere vincente nella misura in cui coinvolge il maggior numero possibile di soggetti”.
E’ un messaggio a lavorare in sinergia quello dell’assessore alla cultura della Provincia di Perugia, Donatella Porzi, rivolto ai rappresentanti dei Comuni della provincia convocati per un confronto sulla possibile candidatura umbra (Perugia ed Assisi insieme). ”Un percorso che comincia.
La candidatura del territorio umbro a Capitale Europea della Cultura 2019” ospitata nella Sala del Consiglio Provinciale, per ”fare chiarezza sul possesso, da parte delle realta’ comunali della provincia di Perugia, dei requisiti e delle potenzialita’ adeguati a percorrere la lunga istruttoria che porta ad avanzare la candidatura”.
Un incontro dunque, istituzionale, per iniziare a sensibilizzare il territorio, perche’ mai come in questo caso ”e’ l’unione che fa la forza”.
”Ogni nostra singola realta’ – ha detto Porzi – per il patrimonio culturale e storico che possiede potrebbe avere le carte per candidarsi, ma lo spirito della normativa europea non e’ affatto campanilistico.
Ci si chiede di fare uno sforzo in piu’ e di avanzare candidature ”corali’, attraverso l’elaborazione di progetti in cui spicchi l’interculturalita’ e la capacita’ di accoglienza di un territorio”. Per l’assessore alla cultura nell’unire le energie non c’e’ il rischio di perdere la propria identita’, bensi’ c’e’ l’opportunita’ di valorizzarla.

 
 

condividi su: