Intorno al futuro del Perugia Calcio, dichiarato fallito dal Tribunale, ruota ormai da giorni una ridda di voci circa gli imprenditori interessati all’acquisto della società di Leonardo Covarelli (e del relativo titolo sportivo).
Ogni giorno circolano nomi e cifre, con ipotesi alimentate probabilmente da alcuni degli stessi soggetti coinvolti, allo scopo di dare credibilità alla proposta o, in qualche caso, forse anche alla ricerca di un attimo di effimera notorietà tra la tifoseria, già vittima di delusioni a catena, sfruttando il palcoscenico mass-mediatico che il blasonato stemma del Grifo offre.
Tra le cordate potenzialmente in corsa per rilevare la principale società umbra, viene da qualche quotidiano regionale accreditata con sempre più insistenza anche la presenza di una cordata di imprenditori del territorio della media valle del Tevere, la cui identificazione diviene di volta in volta più precisa, aggiungendo i nomi delle società più rappresentative della zona.
A fronte di mezze conferme (l’industriale Farchioni ha ammesso un contatto con Stefano Todini, che avrebbe preso in considerazione l’operazione), si registrano però – andando a verificare direttamente – delle nette smentite. E’ il caso, tanto per fare un esempio, del Gruppo Elcom System facente capo alla famiglia Granieri. "Le voci che ci riguardano – dichiara netto Giammario Granieri – sono prive di qualsiasi fondamento: non siamo interessati ad entrare nel mondo del calcio, esperienza che non ci è mai appartenuta, e non facciamo parte di nessuna cordata per rilevare il Perugia, al quale formuliamo i migliori auguri per il suo futuro".
Altri imprenditori, pur non esponendosi altrettanto direttamente, manifestano la stessa estraneità alla supposta cordata della media valle del Tevere.
- Redazione
- 28 Maggio 2010










