Gli studi compiuti a Melbourne potranno avere applicazioni non solo nei gelati e nello champagne ma anche in campo industriale e biologico

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C’è il rischio che aver speso tempo e soldi per sapere cosa avviene quando le bolle, di sapone o di champagne, si scontrano fra loro, faccia meritare agli autori della ricerca il premio per quella più inutile dell’anno.
Ma loro, gli scienziati dell’Istituto di ricerca sui materiali dell’università di Melbourne la pensano diversamente.
Ritengono, infatti, che i loro studi rendano possibile migliorare la stabilità dei gelati e l’effervescenza dello champagne, oltre che essere usati per migliorare il trattamento delle acque di scarico e l’efficienza nell’industria mineraria. E in futuro, la ricerca potrebbe anche servire per studiare il comportamento delle cellule viventi nell’organismo.
L’equipe di ingegneri, chimici e matematici australiani ha misurato la forza prodotta durante una collisione usando un impianto di nanofabbricazione e un microscopio a forza atomica, che oltre a essere utilizzato come mezzo d’indagine, è anche uno dei principali strumenti di manipolazione della materia su scala nanometrica.

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