Sulle malattie rare le teorie sono tante e non sono facilmente verificabili ma la teoria secondo cui la Sclerosi Multipla è legata all’insufficienza venosa cerebro-spinale (Ccsvi), sviluppata dal medico ferrarese Paolo Zamboni, sta facendo i primi passi nelle vicine Marche.
Il primo studio clinico in Italia, a cui manca solo l’autorizzazione della Regione, riguarderà circa 250 pazienti su cui verranno sperimentate sia la diagnosi della Ccsvi che la terapia.
Lo studio “randomizzato” che andrà a verificare la qualità della vita dei pazienti dopo il trattamento, soprattutto la risposta a sintomi gravi come la fatica cronica.
Secondo la teoria la malattia potrebbe essere determinata da un restringimento di alcune vene che portano il sangue al cervello, con un conseguente drenaggio del sangue troppo lento, che a sua volta sarebbe causa degli accumuli anormali di ferro riscontrati nella patologia.
Un intervento che riporta i vasi alle dimensioni originarie con un ‘palloncino’ allevia notevolmente i sintomi.
Attualmente in tutto il mondo diversi gruppi stanno studiando questa teoria.
In Italia lo studio più grande è in attesa di autorizzazione in Emilia Romagna, e dovrebbe partire dopo l’estate.
La correlazione tra Ccsvi e Sclerosi Multipla sarebbe emersa, con percentuali molto alte, in Usa, in Kuwait, in Giordania e in Polonia.
Addirittura in una testimonianza giurata resa alla camera dei Comuni canadese dai medici del South Medical Center risulterebbe che il 90% dei pazienti affetti da Ms aveva la Ccsvi.
Il Presidente dell’associazione CCSVI parla di « dati incredibilmente incoraggianti provenienti dalle sperimentazioni ».
- Redazione
- 15 Giugno 2010








