Primo accordo, politico, fra i Ministri della Sanità dei paesi dell'Ue
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Un primo accordo politico dei ministri della sanità è stato raggiunto per facilitare la mobilità dei pazienti all’interno della grande Europa, senza aggravare i bilanci dei sistemi sanitari nazionali.
In base a questa intesa, ad esempio, un cittadino italiano che intende recarsi in Belgio per determinate cure, potrà essere rimborsato in Italia nello stesso modo in cui lo sarebbe stato sul territorio nazionale.
Ma questo non si potrà fare per ogni tipo di malattia, per determinati interventi, a cautela dei pazienti  è stato introdotto un sistema di autorizzazione .
In pratica, prima il sistema sanitario dovrà valutare il livello di qualità e sicurezza del fornitore di assistenza sanitaria estera.
Con tale sistema non si realizza una rete di strutture accreditate in via preventiva, ma al rimborso si potrà dare corso solo se il luogo di cura avrà standard qualitativi che soddisfino le leggi italiane.
Di fatto solo con l’andar del tempo  si potrà avere un quadro sufficientemente numeroso dei luoghi di cura esteri accettabili per il SSN.
Ma, poiché gli ospedali esteri non avranno alcun obbligo da soddisfare permanentemente e controlli adeguati che assicurino la permanenza dello standard, c’è il rischio che ogni volta si debba ripetere una lunga trafila burocratica, anche se è stato accettato un compromesso presentato dall’Italia per far colloquiare  tra di loro i sistemi elettronici di sanità dai vari Stati membri.

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