Secondo l'assessore provinciale di Perugia, le promozioni troppo lontane non sono produttive salvo che le manifestazioni che le ospitano non siano incentrate, in modo quasi esclusivo, sull'offerta del  territorio umbro
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I dati riguardanti il movimento turistico nel primo semestre del 2010  fanno registrare un +6%,  nella provincia di Perugia.
Il risultato ha fatto dire all’assessore provinciale Roberto Bertini che «se si lavora tutti insieme i risultati arrivano. Il settore turistico ha bisogno di una continua ‘semina’ fatta di iniziative sportive e culturali.
La Provincia di recente è stata ad Iseo per il Festival dei Laghi con stand promozionali e di prodotti tipici. Il successo è stato pieno visto che in un giorno e mezzo abbiamo finito tutto il materiale turistico e tutti i prodotti tipici che avevamo messo in mostra.
Faremo sempre di più piccole fiere dove siamo protagonisti diminuendo la presenza nelle grandi fiere che sono costose e spesso non ci danno la giusta importanza. Dobbiamo puntare sulle fiere che si trovano in un raggio di 300/350 km perchè sono zone in cui in un paio d’ore l’Umbria è raggiungibile».
“I dati citati da Bertini – ha affermato tuttavia in Consiglio provinciale Bruno Biagiotti (Pdl) – sono a macchia di leopardo: per esempio la zona del Folignate e della Valnerina risultano sofferenti.
Quello che ci serve è portare stranieri nel nostro territorio perché rimangono di più. Sono necessarie idee nuove per incrementare il turismo e un confronto anche con la Regione”. Giampiero Rasimeli (Capogruppo Pd) ha proposto un incontro, nelle sedi competenti, con L’assessore Regionale alla Promozione turistica  per riuscire a concordare una strategia comune.
In fine Michele Martorelli (Pdl) ha segnalato il dato positivo del turismo nel tuderte auspicando una pianificazione delle iniziative su scala provinciale.

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