Nei primi cinque mesi l'Inps registra un + 123,2% e la cassa in deroga concessa sta per finire per molte imprese
inps

Il numero delle ore di cassa integrazione autorizzate nel maggio scorso in Umbria «risulta in forte aumento»: lo rende noto la direzione regionale dell’Inps. 
A livello tendenziale (periodo gennaio/maggio 2009 rispetto a periodo gennaio/maggio 2010) le ore totali di cassa integrazione crescono del 123,2% (119,7% nella provincia di Perugia, 141,3% nella provincia di Terni), ma il dato sintetizza un calo della Cig ordinaria (-1,3%), una crescita, se pur lieve, della Cig straordinaria (+4,5%) ed una forte impennata della Cig in deroga.
In aumento a maggio anche le domande di disoccupazione ordinaria (+7,6%)
rispetto al mese di aprile. In totale nel periodo gennaio/maggio 2010 sono state presentate 5.868 domande con un calo del 23,6% ad analogo periodo dello scorso anno.
Ma, come risulta anche da una interrogazione di Sandra Monacelli, capogruppo regionale Udc, è prossima la scadenza dell’accordo sulla cassa integrazione in deroga.
Monacelli evidenzia che «il perdurare della crisi, con il conseguente grave impatto sul sistema economico e sociale dell’Umbria in tutti i settori di attività e in tutte le aree territoriali della regione, ha indotto (il 28 dicembre 2009) assessorato regionale al lavoro, rappresentanze sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Confartigianato, Cna, Confapi, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Lega Coop, Confcooperative, Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Abi, Direzione regionale del lavoro, Inps e Italia lavoro a stipulare un accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga».
Una misura straordinaria «volta a garantire, anche per il 2010, ai lavoratori dipendenti delle imprese in difficoltà un periodo di protezione, al fine di limitare quanto più possibile la perdita di posti di lavoro.
Questo accordo prevede che la Cig in deroga sia concessa, per i primi 6 mesi del 2010, ai lavoratori dipendenti di tutte le imprese
operanti in tutti i settori produttivi, che non hanno accesso ad alcun ammortizzatore ordinario».
Il consigliere centrista osserva che «a tutt’oggi permangono le stesse condizioni di crisi riscontrate all’atto della stipula dell’accordo mentre il 30 giugno scatta per molte imprese il termine dei 6 mesi previsti: in assenza di ulteriori indicazioni sarebbero dunque avviate a licenziamento o compromesse molte situazioni lavorative».

condividi su: