Il Pdl ,con il consigliere Maria Rosi (responsabile “politiche giovanili” per il Progetto officina del Pdl) dichiara che “E’ spaventoso che l’Umbria si sia guadagnata il primato in Europa, come regione con il più alto tasso per morti per droga, la media è di nove morti per mille abitanti. Vista la situazione sconcertante della nostra regione è arrivato il momento di decidere se continuare combattere la diffusione delle droghe a colpi di slogan oppure mirare al recupero globale della persona”.
Lo afferma il consigliere regionale del Pdl , secondo cui si può anche “discutere se per la comunicazione di massa sia meglio dire che le droghe sono tutte uguali o tutte diverse ma, alla fine, non dobbiamo dimenticare che dall’altra parte abbiamo un mercato forte, abile, competente,strategicamente e logisticamente molto ben organizzato che, in questo momento è vincente perché in espansione”.
La posizione espressa sembra discostarsi molto dalle posizioni ufficiali del governo di cui l’on Giovanardi è da sempre uno strenuo assertore.
Infatti per il Pdl umbro non si può pensare “che la soluzione efficace sia la semplice repressione, anche se necessaria, perché manderebbe in galera spacciatori e consumatori-spacciatori: va fatta un’analisi approfondita delle cause sul perché si arrivi all’uso e all’abuso di stupefacenti.
Inoltre – aggiunge Rosi -, anche se l’azione repressiva si dimostrasse efficace, l’abuso di sostanze potrebbe spostarsi ancor di più verso quelle ‘lecite’ come super alcolici e farmaci, ugualmente dannosi”.
La soluzione proposta da Rosi tuttavia ricalca in parte schemi che in tante altre parti del mondo si sono rivelate, non solo inefficaci, ma molto spesso controproducenti perchè nei giovani scatta il meccanismo attrattivo per il pericoloso ed il vietato e più se ne parla più il meccanismo si autoalimenta.
La consigliera sembra consapevole di questo rischio quando afferma “non si può pensare che sia sufficiente dire ai ragazzi che la droga fa male e uccide: dobbiamo costruirgli delle alternative sociali forti e motivarli a investire le loro energie in attività sociali.
Dobbiamo motivarli e spingerli ad investire costruttivamente le loro energie, sulla loro formazione professionale, incentivarli a fare sport e volontariato, piuttosto che a sballarsi con gli amici.
Convince di più, anche se nella attuale società sarà duro realizzarlo l’appello ai “ politici, gli adulti, i genitori, (che) devono avvertire l’impellente necessità di assumersi il forte l’impegno di motivare i giovani, standogli accanto nella loro formazione e crescita, non facendoli sentire soli, ma facendo capire loro che il futuro va affrontato”.
Un programma apprezzabile che richiederebbe tuttavia famiglie che non si riuniscono solo a cena, per cui lo stare nel “gruppo” e conformarsi ai comportamenti dei “trascinatori” è l’unica soluzione alla solitudine.
Occorrerebbe dare prospettive ai giovani di una vita indipendente e non dover fare a vita i “mantenuti”: perchè per loro il lavoro non c’è ed allora scatta il senso di colpa per dover dipendere dai genitori o c’è ma, essendo precario,diventa un continuo stress.
Stress e senso di colpa da cui si cerca di sfuggire inseguendo “paradisi artificiali”.
- Redazione
- 26 Giugno 2010










