Dal convegno della Società italiana di ergoftalmologia e traumatologia oculare, a Bergamo, la notizia che i traumi oculari in Italia sono in netto aumento, sia per incidenti domestici (40% dei casi) che sul lavoro (20%), senza contare quelli che si verificano durante una competizione sportiva, sui campi di calcetto o in spiaggia (10-12%).
Ad esempio, cinture di sicurezza e air-bag hanno ridotto la mortalità per incidenti stradali, ma sono in netto aumento i casi di trauma contusivo o da contraccolpo facciale e toraco-addominale, causati da questi stessi sistemi di sicurezza.
Ma nuove tecniche per curare cornea e cristallino sono in vista.
La comunità scientifica internazionale riconosce il successo di una terapia avanzata tutta italiana, basata sul trapianto autologo del tessuto della cornea, ricostruito in laboratorio grazie alle cellule staminali.
La tecnica è il risultato della stretta collaborazione tra la ricerca di base e l’esperienza di medicina traslazionale che vede coinvolto il gruppo della biologa Graziella Pellegrini, coordinatrice della Terapia cellulare al Centro di Medicina rigenerativa ‘Stefano Ferrarì dell’università di Modena e Reggio Emilia, dal biochimico Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina rigenerativa della stessa università, e la ricerca clinica applicata eseguita da Paolo Rama, direttore dell’Unità cornea e superficie oculare dell’Istituto San Raffaele di Milano, che ha eseguito gli interventi.
Uno studio – fino a dieci anni – su un campione di 112 pazienti che avevano sofferto delle conseguenze di una ustione oculare, evidenzia la percentuale di pieno successo che supera il 75%.
Nella sostanza la tecnica prevede un piccolo prelievo di cornea periferica (limbus) dal paziente, che viene eseguito in anestesia locale dal medico chirurgo e inviato al laboratorio di terapia cellulare per l’estrazione delle cellule staminali; le cellule staminali coltivate consentono di generare un epitelio corneale perfettamente identico a quello sano che verrà trapiantato, dal medico oculista, nell’occhio danneggiato del paziente.
- Redazione
- 28 Giugno 2010










