Il professionista perugino di 68 anni è stato posto agli arresti domicialiari ed accusato di innumerevoli reati
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Un professionista perugino di 68 anni è finito agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine condotta dalla guardia di finanza del capoluogo umbro, accusato di avere sottratto oltre 700 mila euro alle società delle quali era liquidatore.
Avrebbe commesso i reati di: di peculato, bancarotta fraudolenta, falso ideologico e appropriazione indebita.
L’uomo era definito un esperto commissario liquidatore, che venivano nominato dal tribunale per le procedure fallimentari.
I militari avrebbero raccolto «gravi elementi» nei confronti del professionista al termine di una complessa indagine che ha portato le fiamme gialle  a setacciare grandi quantità di documenti contabili .
Dall’indagine sarebbe emerso che la somma era stata sottratta dalle casse di sette società delle quali l’uomo avrebbe dovuto curare gli interessi, e quindi indebitamente accreditata sui suoi conti correnti personali. 
Secondo la gdf «la condotta posta in essere dal professionista risulta ancor più intollerabile se si tiene conto del fatto che, anche in costanza dell’attuale situazione economica, tutte le società coinvolte attraversavano un profondo stato di crisi, tutte in fase di liquidazione e o di concordato preventivo».
«Proprio in questi frangenti – è detto ancora nella nota della gdf – risalta ancor di più l’opera svolta dal corpo che, della tutela dei mercati, fa una delle priorità essenziali della sua attività operativa, soprattutto nei periodi di crisi come quelli attuali.
Come in questo caso l’attenzione delle fiamme gialle viene rivolta alle condotte illecite caratterizzate da espedienti fraudolenti posti in essere da coloro che sono chiamati a svolgere funzioni di garanzia verso il mercato e verso le istituzioni».

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