La risalita del petrolio dal Golfo del Messico è ritenuta " quasi inevitabile" dal National Oceanic Atmospheric Administration (Noaa),
golfo-messio

Non ci fa piacere averci azzeccato, ma ci fa piacere che altri molto autorevoli ora condividano alcune delle previsione fatte da Tamtam sugli sviluppi dell’affare “marea nera” del Golfo Persico.
C’è da sperare che la consapevolezza dei rischi dia nuovo impulso ad una sollecita azione di contrasto.
Uno studio elaborato dagli esperti della National Oceanic Atmospheric Administration (Noaa), l’agenzia federale Usa che si occupa dello «stato di salute» delle acque e dell’ aria d’America
, ha dato corpo a preoccupazioni che vanno oltre lo “stato di salute” degli stati riveriaschi del Golfo del Messico.
Basandosi su proiezioni matematiche, calcolate sulla base della «verosimile» perdita di 33 mila barili di petrolio al giorno (previsione che riteniano molto ottimistica), lo studio ha accertato che parte di quel greggio è destinato a essere «risucchiato» nell’Atlantico, per risalire lungo le coste americane.
L’indagine ha calcolato infatti che «quasi inevitabilmente» il petrolio presente oggi all’interno del Golfo sarà spinto dalla Loop Current oltre la punta meridionale della penisola della Florida, per poi entrare nella Corrente del Golfo, quella che dai mari del Sud raggiunge l’Artico, e risalirà verso nord.
Per effetto della Corrente del Golfo il petrolio della Bp, che da 75 giorni avvelena il Golfo del Messico, arriverà probabilmente a lambire anche le spiagge di Miami, sulla costa atlantica della Florida.  
Ci sono a questo punto 60-80% di possibilità
che il greggio tocchi le spiagge della costa atlantica, tra le quali anche quelle di Miami, dice il Noaa.

Intanto, si fanno sempre più pressanti nei confronti di Bp le accuse di ritardi e negligenze. L’ultima in ordine di tempo è di un giornalista freelance di New Orleans, C.S. Muncy, ha diffuso via Youtube un video che mostra le immagini di un tratto di spiaggia della Grande Isle, in Louisiana, in cui, a suo dire, il petrolio non sarebbe stato rimosso, ma sepolto.  Per ora si tratta solo di un sospetto, ma giustificato dal tipo di immagini documentate.

Nel frattempo sta passando gli ultimi test tecnici ed è pronta per essere inviata all’altezza della falla nel pozzo petrolifero la nave raccogli-petrolio (skimmer) più grande al mondo
Di proprietà di una società di Taiwan, se supererà i test, la nave sarà inviata in prossimità della zona in cui sgorga il petrolio, per aspirare da sola la maggior parte del greggio quotidiano, mentre gli altri 550 skimmer attualmente operanti nel Golfo saranno riposizionati verso la costa.
Se le cose funzioneranno come previsto, la nave dovrebbe essere in grado di aspirare e separare il petrolio dall’acqua aspirando fino a 500 mila barili di acqua oleosa al giorno, dalla quale il petrolio verrà separato per restituire l’acqua «pulita» al mare.

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