Forse tra un po’, vista l’umidità e le non basse temperature della primavera e non viste campagne evidenti contro la proliferazione di mosche e zanzare, biosognerà invidiare gli abitanti della zona del Trasimeno dove si sta sta vincendo la battaglia contro la eccessiva proliferazione di chironomidi.
Il progetto di controllo integrato di questi insetti, considerato unico nel suo genere soprattutto per la vastità del bacino di intervento e la tipologia basata su tecniche prevalentemente biologiche, sta dando significativi risultati a cinque anni dall’avvio.
A decretare il successo del progetto, che nel periodo 2006-2009 ha portato ad una riduzione del 70% delle larve di chironomidi al Trasimeno senza andare ad intaccare minimamente la biodiversità in questo ambiente, è stato il carattere integrato del progetto che ha previsto la messa in campo di diversi strumenti tecnici, biologici e chimici.
Le attività di controllo e contenimento di questi fastidiosi insetti, la cui massiccia presenza stava condizionando pesantemente le attività economico-turistiche dell’area nei mesi estivi, sono state e continuano ad essere . è detto in una nota dell’amministrazione provinciale – di molteplice natura.
Come ricordato dagli esperti Alessandro Maria Di Giulio (Usl 2) e Elda Gaino (dipartimento Biologia cellulare e ambientale), si sta agendo su più fronti. Il controllo delle larve viene attuato attraverso trattamenti biologici con «bacillus thuringiensis israeliensis», distribuito con l’ausilio di un mezzo anfibio hovercraft, mentre il controllo degli animali adulti viene svolto attraverso 150 tofo-lamp (lampade attrattive avvolte dalla caratteristica rete da pesca del Trasimeno) e bat box (cassette-nido per chirotteri – pipistrelli, naturali predatori di chironomidi).
- Redazione
- 5 Luglio 2010










