La Giunta regionale dell'Umbria ha approvato nuove norme per l'istallazione di impianti di medie e grandi dimensioni
campo-fotovoltaico1

«Con questo atto – ha sottolineato Alfio Todini, Sindaco di Marsciano e coordinatore della Commissione Ambiente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) Umbria – si fissano criteri certi e si fa chiarezza sulle competenze, come richiesto dai Comuni ai quali viene riassegnato il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti fino a 1 Mw, ora affidati alle Province.
I Comuni – ha aggiunto – potranno dare ora risposte in tempi certi e con un’uniformità di lettura alla crescente domanda per l’installazione di impianti fotovoltaici. Di fondamentale importanza è la norma transitoria con cui si eliminano problemi che si sarebbero potuti verificare per i progetti già presentati»
L’atto a cui il primo cittadino si riferiva era quello regionale che fissa indirizzi e criteri per la realizzazione degli impianti fotovoltaici, e con cui la Giunta regionale dà concretezza a una delle priorità del programma di legislatura, conciliando tutela dell’ambiente e del paesaggio e sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili.
L’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, ha illustrato
, nel corso di una conferenza-stampa a Palazzo Donini, la delibera che detta «Indirizzi e criteri per la minimizzazione dell’impatto paesaggistico connesso alla realizzazione di impianti per la produzione di energia mediante l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili – solare fotovoltaica – con moduli al suolo e potenza superiore a 20 kw».
«L’atto – ha ricordato Rometti – è frutto di un’ampia partecipazione e condiviso da parte degli uffici regionali e di tutti i soggetti portatori di interesse, Comuni, Province, associazioni del mondo agricolo e imprenditoriale, l’atto – ha aggiunto – conferma in buona parte quanto già previsto circa le aree da preferire nella localizzazione degli impianti di potenza superiore a 20 Kw, introducendo novità significative per le aree agricole».
In particolare, ha spiegato, nelle aree non classificate di particolare interesse agricolo, la realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli al suolo è consentita fino alla potenza di 1 MW senza vincoli specifici a meno che non ci siano edifici di interesse storico o l’installazione sia prevista su versanti collinari visibili da centri e borghi storici.
Nelle aree di particolare pregio non ci sono vincoli per piccoli impianti in autoconsumo certificato dalle fatturazioni dei consumi.
Qualora siano gli imprenditori agricoli a realizzare l’impianto fotovoltaico, nelle aree agricole o di particolare interesse agricolo, la delibera consente loro la possibilità, senza vincoli specifici e anche in pieno campo, di realizzare impianti con potenza massima sino a 200 Kw a condizione che i terreni agricoli siano nella disponibilità dell’impresa agricola.
È stato eliminato il principio dell’asservimento di superfici di terreni in termini proporzionali alla potenza dell’impianto, rinviando all’esame caso per caso nel corso della procedura di verifica di assoggettabilità a «Via» (Valutazione d’impatto ambientale) o a «Via» diretta per quanto concerne la tutela del paesaggio e la minimizzazione degli impatti.
Per la localizzazione degli impianti fotovoltaici, ha detto l’assessore Rometti, si sono indicate da preferire le aree produttive e le aree «compromesse» come quelle di pertinenza o adiacenti alle reti infrastrutturali viarie, ferroviarie, alle reti elettriche di alta tensione, alle aree produttive artigianali e industriali, a quelle utilizzate per depuratori, impianti di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti e aree di cava e di giacimento di cava, stabilendo per queste aree specifici criteri.
Sono precluse all’installazione i centri storici, gli edifici di particolare interesse architettonico e paesaggistico, le aree boscate e i parchi, i terreni con produzioni agricole di qualità, le aree classificate come beni paesaggistici. «Per tutelare ambiente e paesaggio e scongiurare tentativi di elusione della normativa – ha sottolineato Rometti – proponendo progetti di potenza frazionata al di sotto dei limiti di legge, ma che nel complesso formerebbero un progetto da sottoporre a Valutazione d’impatto ambientale, la delibera introduce la necessità di verificare la non sussistenza di effetti cumulo stabilendo che se la distanza è inferiore a 500 metri debba essa richiesta in via precauzionale una procedura di verifica di ‘Via’. Non concorrono a determinare l’impatto cumulativo i piccoli impianti fino a 50 KW o che non superano i 1200 metri quadrati di superficie».
La Giunta regionale – ha detto ancora Rometti – ha inoltre approvato una norma transitoria  per i progetti già presentati prima dell’entrata in vigore di questo atto  «Un passaggio ulteriore – ha detto il dirigente del Servizio Ambiente Endro Martini – riguarderà la semplificazione delle procedure di autorizzazione dopo che entrerà in vigore la legge nazionale che recepisce le disposizioni comunitarie».

condividi su: