Ad ogni “ripartenza”di Umbria Jazz a Todi, provano a mordersi i gomiti per l’occasione persa.
Il rammarico per l’autoesclusione della città è quest’anno particolarmente forte perchè, contemporaneamente al concerto, di Mario Biondi e gli incognito, di apertura di Umbria Jazz 2010, è stata diffusa una ricerca che quantifica la perdita.
La storia di Umbria Jazz riporta in proposito "I NODI VENGONO AL PETTINE nell’edizione ’76, quando i primi problemi, ancora piccoli nelle edizioni precedenti, diventano clamorosi. Il guaio è che in Umbria c’è troppa gente, e questo resta il principale motivo di crisi. Ma c’è anche da dire che parte del pubblico (una parte minoritaria ma vistosa) non è certamente facile da gestire. È un pubblico "estremo", che vive tutto come una dimensione politica. In Italia sono i cosiddetti anni di piombo. Umbria Jazz viene trascinata suo malgrado in questa spirale e spesso diventa teatro di irrequietezze e talvolta di disordini. Piccoli gruppi di contestatori si danno agli "espropri proletari", altri si accaniscono contro le sedi dei partiti politici di destra. A Todi disordini scoppiano al passare di una processione. Attorno alle piazze sono schierate lunghe file di poliziotti. Il clima da festoso diventa teso. Neanche la musica si salva. Il dibattito culturale è appassionato e per certi aspetti molto interessante ma ingenuo. Al centro dell’attenzione c’è il jazzman "politico", anche se spesso la politicizzazione si risolve in qualche titolo accattivante e in ostentati abiti africani. Vengono fischiati grandi artisti come Chet Baker e Stan Getz, bianchi e borghesi, dei quali, in quella dimensione, non si coglie né il lirismo né soprattutto quel malinconico e inquieto esistenzialismo che ne faceva degli autentici drop out, fuori da ogni logica borghese."
Il successo di pubblico gia’ verificabile nel capoluogo, è attestato dalla ricerca ”Sponsor Value – Cultura e Spettacolo” realizzata da StageUp Sport & Leisure Business e Ipsos, secondo la quale, la manifestazione, nel 2009 ha interessato 17 milioni di italiani quasi 80mila in piu’ rispetto al 2008.
Con ciò Umbria Jazz si classifica al 15mo posto nella classifica degli eventi piu’ seguiti a livello nazionale, l’evento di Perugia e’ primo fra quelli organizzati in Umbria.
Secondo lo studio, gli italiani interessati all’evento, nato nel 1973 , sono equamente distribuiti fra uomini e donne, in prevalenza giovani e adulti dai 25 ai 44 anni (54%), impiegati (28%), di cultura mediamente molto elevata (il 19% di essi e’ laureato).
La kermesse e’ particolarmente seguita anche da imprenditori, dirigenti, liberi professionisti (11%), commercianti e artigiani (6%).
L’analisi di StageUp e Ipsos sottolinea come la crescita di interesse di Umbria Jazz fra il 2008 e il 2009 sia in linea con quella di altri festival dello stesso genere, confermandosi, rispetto ai dati diffusi anche dall’Osservatorio Regionale sul Turismo dell’Umbria, un evento a forte fidelizzazione dei visitatori e con elevate potenzialita’ in termini di ripercussioni sul territorio soprattutto per quel che riguarda il settore turistico.








