In seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consorzio Tevere-Nera ospitiamo un intervento di Ottavio Nulli Pero
teverenera

Egregio Presidente, la ringrazio per le delucidazioni fornite in merito al contenzioso favorevole e  sfavorevole tra cittadini ed il Consorzio Tevere Nera, sia prima della legge regionale n°4 da Lei richiamata, che quello attuale. Non mi importa conoscere il numero esatto dei pronunciamenti a favore o contro, però assumo per buoni i dati da lei forniti. La vicenda è comunque  esemplare.

Lei afferma che il contenzioso prima della legge regionale è stato di 125 giudizi emessi, di cui 95 sfavorevoli per l’Ente e 35 a favore (esattamente il 28%). Ci rifletta sia  Lei ed i suoi predecessori  che di fronte a cento contenziosi con i cittadini, 72 volte l’ente ha perso e 28 volte ha vinto (a proposito l’ente non era nella lista degli enti inutili predisposta dal ministro Calderoli? Lei non era tra i promotori della soppressione dell’ente? O è un caso di omonimia? E di ciò semmai le chiedo scusa).

Poi è intervenuta la Regione cambiando le regole (con la legge regionale da lei richiamata), e sui ricorsi presentati dai cittadini successivamente (circa 4.000 solo per l’anno 2007) l’ente come lei riferisce ha vinto sempre. Non le pare che ci sia qualcosa di anomalo? Dove non si vince applicando le regole del diritto si cambia la legge e tutto ritorna a posto. I cittadini  soccombono “in giudizio”  e  l’ente rimane in piedi? Anni di battaglie non sono servite a nulla?
Mi consenta di dirle che qualche riflessione in più, non avrebbe guastato. Anzi. Ma vi è di più. Ho sottomano una cartella con  l’invito a pagare il tributo per il 2009.

Importo Totale tributo anno 2009 € 11.82(dico undici/82)  di cui:
Tributi: euro 1.02
Gestione contribuenza e formazione del ruolo (ovvero produzione di scartoffie, invio comunicazione, aggio esattoriale, stipendi  per  la struttura e per gli amministratori ecc.): euro 10.80
Importo totale: euro 11.82

I numeri sono più eloquenti di qualsiasi altra dotta disquisizione. E dopo aver fatto parlare i numeri, le aggiungo che mi sembrano del tutto inopportune le ultime righe della lettera  che accompagna la cartella. Egregio Presidente, sicuramente avrà compreso che a mio giudizio il problema non è solo giuridico, ma politico. Ma Lei crede veramente che si può ancora oggi sostenere, un ente di questo tipo; quando si discute se far rimanere in piedi le comunità montane, quando si parla di sopprimere enti delegando l’attività ad altri soggetti pubblici, quando si discute di tagli e di risparmi anche su settori fondamentali della società (prestazioni sociali e sanità compresa).

Mi creda, conoscendo la sua sensibilità, vada dal Ministro addetto ai tagli degli enti inutili, o dal Presidente della Regione e  gli proponga di sopprimere l’ente delegando le funzioni ed il personale ad altro ente pubblico. Sicuramente tutti gli riconoscerebbero grande onestà intellettuale e soprattutto grande senso di responsabilità politica. Altrimenti continui ad alimentare il contenzioso con i cittadini per un “tributo” di dubbia costituzionalità ancora oggi. Continui a pensare che tutto si può tagliare meno quello che ciascuno gestisce. Ma  sappia che così le riforme non si fanno.

condividi su: