A sintetizzare il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 dell’Enea basterebbe quell’incremento del 50% nelle importazioni italiane di tecnologia e prodotti per le energie rinnovabili.
«A partire dal 2002 -afferma il Rapporto- buona parte dei paesi europei ha risposto iniziando un proprio percorso di ‘rinnovamento tecnologico’ basato su adeguate politiche industriali per stimolare gli investimenti in nuova capacità produttiva nazionale di tecnologie per le rinnovabili».
«L’Italia, seppure in linea con l’Europa nel ricorso alle tecnologie per le rinnovabili, presenta ancora -prosegue il Rapporto- un forte ritardo nell’adeguamento della propria capacità produttiva che ha generato, negli ultimi anni un aumento, delle importazioni di quasi il 50% rispetto al 12% dell’Ue».
Secondo il rapporto dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, «si assiste, quindi, ad una fase di dipendenza energetica per il cui superamento sarà fondamentale sviluppare le capacità e le competenze presenti nel tessuto industriale italiano, orientandole verso investimenti innovativi in grado di recuperare una leadership tecnologica e migliorare il nostro posizionamento strategico in segmenti di mercato emergenti, a diversi livelli di maturità tecnologica». «
Alle potenzialità connesse alle molte tecnologie promettenti per il nostro paese, dalle rinnovabili termiche, solare e biomasse in primis, al fotovoltaico e ai biocarburanti di nuova generazione, al solare a concentrazione, vanno poi associate -spiega il Rapporto Enea- le opportunità di investimento nel settore delle infrastrutture di trasporto e distribuzione dell’energia, dal cui sviluppo dipende un’ampia diffusione delle rinnovabili, e che necessita di investimenti per lo sviluppo di sistemi per la gestione ‘intelligente’ dei flussi d’energia, le Smart Grid».
- Redazione
- 14 Luglio 2010








