La riforma Gelmini della scuola mostra anche in Umbria i “buchi” finanziari di cui non si è tenuto conto.
Secondo il consigliere regionale Massimo Buconi (Partito socialista), fra i ragazzi umbri che nel passato anno scolastico hanno frequentato le prima media, ben 260 avrebbero scelto di abbandonare il percorso formativo dell’obbligo fino ai quattordici anni, scegliendo – sulla base della riforma Gelmini – di iscriversi ad un corso parallelo di formazione professionale che la Regione, per legge, dovrà organizzare e garantire.
Ma per garantire loro questa possibilità servirebbero un milione e 100mila euro, a fronte di una disponibilità di soli 700mila, (previsti ma non ancora assegnati alla Regione) e comunque necessari a coprire il secondo e il terzo corso, iniziati ma non ancora ultimati.
Il consigliere, nella veste di presidente della III Commissione ha formalmente chiesto all’assessore regionale all’istruzione Carla Casciari di riferire sul problema, già nel corso della audizione riservata ai membri della Commissione in programma per lunedì 19 luglio a Palazzo Cesaroni.
Pur sottolineando l’assurdità della scelta nazionale in tema di politica scolastica che, “di fatto accorcia l’obbligo a 14 anni, annullando l’importantissima riforma della Scuola media unica, voluta dal primo centrosinistra nei primi anni ’60”, Buconi ritiene che la Regione non possa esimersi dal garantire una risposta adeguata a quanti hanno deciso di lasciare gli studi per avviarsi verso il mondo del lavoro.
- Redazione
- 15 Luglio 2010










