Conclusa a Massa Martana la terza campagna di scavo nei pressi di Santa Maria in Pantano, che si va confermando come uno dei siti archeologici più importanti dell'Umbria
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Si è appena concluso a Massa Martana il terzo anno di ricerche archeologiche al Vicus ad Martis (Tudertium) presso Santa Maria in Pantano, i cui risultati verranno presentati nel corso di una conferenza stampa in programma per venerdì 16 luglio.
Le indagini fin qui svolte e le enormi prospettive di ricerca, confermano che il Vicus ad Martis può essere considerato uno dei siti archeologici più importanti della regione Umbria.
L’impianto abitativo, luogo di scambi commerciali che sorgeva su un punto strategico che collegava Todi con l’antica via Flaminia, presenta strutture grandi e di pianta allungata, ordinatamente allineate nei due lati lungo l’asse viario principale Nord-Sud per oltre 600 metri, forse identificabili come magazzini, abitazioni e botteghe.
Nelle indagini geomagnetiche fin qui svolte, che saranno oggetto dei prossimi saggi di scavo, sono stati individuati due grandiosi edifici a pianta basilicale e una imponente struttura muraria sulla collina soprastante.
Il progetto è realizzato su concessione del Ministero dei Beni Culturali, con il patrocinio e collaborazione del Comune di Massa Martana e un contributo della famiglia Angelantoni.
I lavori di scavo vedono la partecipazione di un gruppo di studenti della Drew University di Madison, New Jersey coordinati dal prof. John Muccigrosso, direttore scientifico insieme al dott. Paolo Bruschetti della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, con l’assistenza e il supporto tecnico di Intrageo-impresa archeologica di Todi.

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