ore 18.30 Piazza Mazzini – ingresso gratuito
VERONICA & The Red Wine Serenaders
Cantante ed ukuleista, Veronica Sbergia è dotata di una voce versatile che le ha permesso negli anni di sperimentare un repertorio ricco dei più disparati generi musicali, dal Pop al Folk passando per il Soul, il Funky ed il Jazz, ma è nel Blues che trova la sua espressione ideale. Nell’arco degli ultimi anni grazie alla collaborazione con il noto musicista Blues milanese Max De Bernardi, si è concentrata sullo studio e la ricerca del Blues delle origini. Il risultato di questo lavoro si riflette nel primo album autoprodotto dal titolo “Ain’t nothing in ramblin”, stampato nella primavera del 2007. Il sound proposto dalla band spazia dai brani più classici del repertorio Blues americano passando per il Ragtime, il Jazz di New Orleans e i ritmi ipnotici delle Jug band. L’uso di strumenti non convenzionali, come l’ukulele, il kazoo o il washboard, contribuisce ad arricchire il suono della formazione base, in trio, che con contrabbasso, chitarra acustica, banjo e mandolino ricrea le atmosfere dei primordi del Blues anni ’20. In occasione dell’uscita del primo cd, Veronica ha partecipato ad alcuni prestigiosi eventi internazionali e nell’arco dei due anni successivi insieme a Max De Bernardi ha dato origine al progetto The Red Wine Serenaders. In esso trovano ideale collocazione musicisti appassionati di Country Blues e Ragtime, di Hokum e Jug band e di tutta la musica popolar-rurale degli anni ‘20 e ‘30. Il nuovo disco esce nel 2009 con il nome di Veronica & The Red Wine Serenaders per l’etichetta Totally Unnecessary Records. L’intento è quello di mantenere viva la ricchissima e preziosa tradizione musicale delle String band degli anni ‘20, rispettandone, si, il linguaggio e l’intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. Senza pretese o intenzioni filologiche. E’ dal vivo che i Red Wine Serenaders offrono il meglio di se, riacquistando la loro vera dimensione di “cantastorie” di un’epoca che non c’è più. Non solo un progetto musicale, quindi, ma uno stile di vita, come il buon vino: onesto, divertente, aggregante.
Formazione: Veronica Sbercia: voce, ukulele,kazoo, washboard; Max De Bernardi: chitarra;mandolino, ukulele, banjo; Alessandra Ceccala: contrabbasso.
ore 21.30 Rocca Medievale – ingresso gratuito
RUTHIE FOSTER
Eccellente cantante afro-americana, cresciuta in una piccola cittadina del Texas, Ruthie Foster si caratterizza per una grandissima verve e per un sound prevalentemente acustico influenzato da Folk, Gospel, Blues e Soul. Anche se il suo debutto è avvenuto nel 1997, Ruthie Foster si è fatta conoscere in tutto il mondo grazie all’album “The phenomenal Ruthie Foster” (2007) che le ha dato la notorietà che le spettava. Paragonata più volte a grandi vocalist del passato come Ella Fitzgerald e Aretha Franklin, Ruthie Foster rappresenta al meglio il lato più “black” della musica contemporanea proveniente dal suo sconfinato Texas. Nelle sue esibizioni dal vivo emergono le sue straordinarie doti espressive infatti è il palcoscenico il luogo naturale dove può liberare al meglio le sue potenzialità. Il suo repertorio è particolarmente ampio e prende ispirazione da diverse influenze musicali ma su tutto è la voce a prevalere, potente e al tempo stesso melodiosa, ricca di sfumature e con un’estensione vocale incredibile. Questa strepitosa blueswoman ha trovato una propria personalità musicale reinventando la trascendenza del Gospel e legandolaal Folk-Blues, arricchito da influenze Soul ed R’n’B, il tuttoaccompagnando il suo canto, potente e viscerale, con una chitarra acustica. Il suo nuovo album “The Truth according Ruthie Foster” (2009), undici brani di Blues, Gospel e Folk, è stato subito nominato ai Grammy Awards; è un disco sorprendente per la sua intensità e per i suoni curati in ogni dettaglio. Con questo album della maturità la quarantaquattrenne cantante texana può essere considerata nome di spicco tra i big della musica internazionale. L’album vanta la presenza di artisti importanti, dal produttore Chris Goldsmith (Charlie Musselwhite e Blind Boys of Alabama) alla band formata da Robben Ford, Jim Dickinson, Larry Fulcher, Rock Deadrick e la partecipazione in alcuni brani di Charles Hodges e Wayne Henderson (membri dei mitici Memphis Horns), Eric Bibb e tanti altri. Ma la vera protagonista è lei, Ruthie Foster, che conferma le qualità dimostrate nei suoi lavori precedenti e nei suoi concerti dal vivo. Una cantautrice formidabile, comunicativa e dotata di grande energia vitale, potenza e sensualità, brava non solo ad interpretare la tradizione, ma anche a riscriverla, contaminandola con sfumature Reggae, Soul e Jazz.
Formazione: Ruthie Foster: voce, chitarra; Hadden Binion: chitarra; Tanya Richardson: basso; Samantha Banks: drums.
ore 24.00 – Darsena Bar Caffè – ingresso € 5,00
THE CYBORGS
The Cyborgs è una two man band che ama definire il suo genere un Electro-Funk- Blues. Il progetto musicale del duo è molto originale e prende le mosse, come è noto nel genere, da alcuni bluesmen dagli anni ’30 e fino ai ’60, proponendo, in chiave moderna e roots nello stesso tempo, alcuni dei loro brani. Questa in breve è la loro storia: siamo nel 2110, non c’è più musica nel mondo, non c’è più Blues. I The Cyborgs stanno tornando indietro di secolo in secolo per raccogliere informazioni, cantare le proprie canzoni che denunciano quello che è il loro presente, per cercare di cambiarlo. Il punto è questo: indossano le maschere o sono proprio così come appaiono? E quindi quanto c’è di umano nei loro corpi? Questi quesiti sono tuttora irrisolti, quello che è sicuro è che si collegano all’elettricità per un viaggio che è vivo da 100 anni e oltre: il Blues. Cyborg-0 canta e suona la chitarra con il suo pollice destro in continua percussione. Cyborg-1 suona i bassi della tastiera con la mano destra e la batteria con i restanti arti del suo strano corpo.
Formazione: Cyborg 0: voce, chitarra; Cyborg 1: tastiere, batteria.










