Lo prevedono i dati dell'indagine Excelsior delle Camere di Commercio
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Dai dati dell’indagine Excelsior (realizzata da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro) basati sulle interviste alle imprese per rilevarne i programmi di assunzione, emerge che per il secondo anno consecutivo,  l’occupazione è in calo nella provincia di Perugia.
Il ritmo di variazione occupazionale della provincia di Terni, seppur negativo, raggiunge valori inferiori rispetto al -1,7% della media regionale, mentre si dimostra in linea con la media nazionale del -1,5%
Nella provincia di Perugia alla fine del 2010 saranno 2.000 i posti di lavoro persi, conseguenza delle 9.000 fuoriuscite dal mercato del lavoro non compensate dalle 7.000 assunzioni operate.
Il saldo negativo dovrebbe attestarsi sul meno 1,8%, in lieve miglioramento rispetto al meno 2% del 2009.   Nella provincia di Perugia sono state intervistate circa 1.500 imprese. Nell’industria la situazione più critica con un saldo negativo del meno 2,7%. Negativi, ma con percentuali meno evidenti i servizi (meno 0,9% nel complesso), all’interno dei quali peraltro settori come il turismo scontano flessioni pari a meno 2,6%.
Per  il presidente della camera di commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni,  «se ripresa c’è, e abbiamo visto che indubbiamente anche a livello provinciale i segnali si fanno sempre più forti, non è abbastanza incisiva per riattivare le dinamiche occupazionali e creare nuovo lavoro».   

" E’ ancora presto – ha puntualizzato Francesco Vestrelli, responsabile Cna Produzione Umbria – per parlare di ripresa, sia perchè i dati 2010 sono ancora al di sotto della media del quinquennio precedente, sia perchè assistiamo ad una stabilizzazione della situazione già rilevata nel 2009».
Sono le imprese più strutturate, cioè quelle dai 10 ai 49 dipendenti, soprattutto nel settore della meccanica, a recuperare parte del fatturato rispetto agli anni precedenti, in misura sufficiente a mantenere la loro capacità produttiva.
«Per contro – ha proseguito Vestrelli – c’è da registrare un relativo aumento delle difficoltà delle piccole imprese di subfornitura al di sotto dei dieci dipendenti, ovvero quelle che si rivolgono al mercato locale».
Dal punto di vista occupazionale la crisi non ha comunque destabilizzato troppo il settore che mantiene una certa omogeneità rispetto al passato per la dimensione aziendale, e anche il ricorso agli ammortizzatori sociali è rimasto costante.
Nel dettaglio, nel 2009 l’8,3% delle aziende ha dichiarato di aver aumentato le risorse umane, l’80% di averle mantenute stabili e l’11,7% di averle diminuite. Le previsioni per il 2010 indicano che il 13,1% prevede aumenti, il 73,8% stabilità e il 13,1% diminuzione.

Invece, le assunzioni previste dalle imprese della provincia ternana nei settori dell’industria, delle costruzioni e dei servizi sono complessivamente 2.350 mentre il numero delle uscite previste dal mercato del lavoro è di 2.920.
Ne consegue un saldo occupazionale negativo pari a -570 unità, peggiore rispetto a quello del 2009 (-540 unità), e ancora più negativo se confrontato con il saldo positivo del 2008 (+350 unità). In termini percentuali, il tasso di variazione previsto nel 2010 è ancora negativo (-1,5%). Nel 2009 lo stesso valore si attestava sul -1,4%.

La classe d’imprese con un numero di addetti da 1 a 9 è la più in difficoltà
visto che il relativo decremento occupazionale raggiunge il -2,9%, quella da 10 a 49 dipendenti si attesta sul -1,9%, mentre nelle realtà imprenditoriali con numero di occupati di 50 ed oltre la situazione sembra migliore in quanto il tasso di variazione occupazionale assume valori prossimi allo zero.
L’analisi dei singoli settori economici evidenzia una crescita occupazionale esclusivamente nel comparto dei servizi di informazione e servizi avanzati alle imprese del +3,1% e nelle Public utilities (energia, gas, acqua e ambiente) del +1,3%.

Tra i restanti settori, tutti interessati da una flessione dei livelli occupazionali, il calo più consistente si assiste nelle costruzioni (-3,6%) e nel commercio (-2,6%). Anche l’industria è investita dagli effetti negativi che la crisi sta producendo sui livelli occupazionali del territorio provinciale: si passa da un -0,9% dell’industria alimentare, tessili, legno-mobili, carta- stampa ad un -1,9% nelle altre tipologie di manifatturiero.

Per quanto riguarda il saldo occupazionale (entrate-uscite) in valore assoluto entro la fine del 2010 si perderanno 200 posti di lavoro nelle costruzioni, 180 nel commercio, 180 nell’industria e 110 nei trasporti, mentre ci sarà un incremento dell’occupazione nei servizi (+70 posti di lavoro) e nelle Public utilities (+20). Il 18,6% delle imprese della provincia di Terni dichiara che nel 2010 prevede di effettuare almeno un’assunzione di personale.

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