La penisola italiana presenta un quadro in costante deterioramento dell’occupazione giovanile.
Gli ultimi dati Istat mostrano un tasso di disoccupazione tra i giovani che sfiora il 29% con una punta superiore al 40% nel Mezzogiorno, tonando ai livelli di fine anni ’90.
Nel 2009 su oltre 360 mila posti di lavoro persi dall’economia italiana, l’80% ha riguardato gli under 30.
La tenuta sociale del paese, come ha sottolineato l’Istat, e’ stata garantita grazie agli storici ammortizzatori sociali: cassa integrazione e soprattutto famiglia che, coi propri redditi da lavoro e spesso da pensione, provvede a sostenre i giovani disoccupati
Gli ultimi dati Istat mostrano un tasso di disoccupazione tra i giovani che sfiora il 29% con una punta superiore al 40% nel Mezzogiorno, tonando ai livelli di fine anni ’90.
Nel 2009 su oltre 360 mila posti di lavoro persi dall’economia italiana, l’80% ha riguardato gli under 30.
La tenuta sociale del paese, come ha sottolineato l’Istat, e’ stata garantita grazie agli storici ammortizzatori sociali: cassa integrazione e soprattutto famiglia che, coi propri redditi da lavoro e spesso da pensione, provvede a sostenre i giovani disoccupati
Anche in larga parte dell’Europa sono gli under 30 a pagare il prezzo piu’ alto della devastante crisi economica che si e’ abbattuta sul pianeta.
Una crisi che ha riportato indietro le lancette del tempo di quasi 30 anni in termini di occupazione giovanile. Ma rispetto ai primi anni ’80 i giovani del terzo millennio scontano una maggiore precarieta’.
Nel vecchio continente la disoccupazione giovanile e’ il doppio rispetto a quella totale e viaggia sopra al 20%.
Ma ancor piu’ preoccupante e’ la crescita dei giovani inattivi.
I Neet (acronimo che indica i giovani che ne’ lavorano ne’ studiano) sono ormai una numerosa categoria sociale presente in tutti i paesi europei.
L’Italia vanta un triste primato.
L’Italia vanta un triste primato.
Quasi due milioni di giovani non lavorano, non studiano e non cercano occupazione secondo la fotografia scattata dal rapporto Istat.
Sulla base degli ultimi dati Eurostat, riferiti pero’ al 2008, in Italia i giovani che rientrano nella categoria Neet erano il 7,7%, quasi il doppio rispetto alla media europea del 4% per un totale nell’Europa a 27 di un esercito di quasi 17 milioni di persone.
Sulla base degli ultimi dati Eurostat, riferiti pero’ al 2008, in Italia i giovani che rientrano nella categoria Neet erano il 7,7%, quasi il doppio rispetto alla media europea del 4% per un totale nell’Europa a 27 di un esercito di quasi 17 milioni di persone.








