Cinquantamila equini sono morti dopo fortissimi dolori intestinali in Amazzonia
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Se alla svelta non si troverà una diversa spiegazione, la strage di cavalli avvenuta in Amazzonia potrebbe segnare la fine anche delle coltivazioni ogm.
Oltre 50 mila (cinquantamila) cavalli sono morti
in allevamenti e fazendas  dopo aver pascolato in aree dove cresce un tipo di erba sviluppata in laboratorio per il bestiame bovino.
La moria di equini è per ora un mistero: i cavalli muoiono di coliche violentissime dopo aver ingerito l’erba Panicum nelle varianti Massai e Mombaca, ma solo in Amazzonia e solo durante il periodo delle piogge. In altre regioni del Brasile e anche in Amazzonia, quando il clima è più secco, i cavalli possono pascolare tranquillamente assieme ai bovini senza che succeda loro niente. Nessun bovino, in condizioni analoghe, ha mai avuto disturbi.
I tecnici dell’Embrapa (l’azienda statale per la ricerca agricola e zootecnica) non riescono finora a dare una spiegazione al mistero, ma hanno raccomandato a tutti i proprietari di cavalli di isolarli e evitare che si nutrano nei pascoli dove cresce quell’erba.

«I cavalli, in certe condizioni specifiche, presentano coliche sempre più gravi, con l’addome che si gonfia a dismisura a causa dei gas, si contorcono pancia all’aria fino alla morte, entro 48 ore al massimo – ha spiegato Josè Diomedes Neto, ricercatore dell’università dello stato amazzonico del Parà, che guida l’equipe scientifica che investiga la cause della moria – Riteniamo che possa trattarsi di un’interazione con il suolo amazzonico, particolarmente acido, o di una tossina sconosciuta dovuta ad una trasformazione aberrante dell’erba».

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