Animali esotici abbandonati in maniera indiscriminata possono rappresentare un pericolo anche per l’equilibrio dell’ecosistema.
È ciò che si sta verificando presso il laghetto di Pian di Massiano dove le numerose tartarughe abbandonate rappresentano una seria minaccia per l’avifauna presente (in particolare anatre).
Per risolvere questo problema il Comune di Perugia, venuto a conoscenza dell’esperienza maturata presso il Centro ittiogenico, ha chiesto l’intervento della Provincia per il loro recupero.
A tal fine si sta mettendo a punto una speciale trappola galleggiante, dotata di una rete, con la quale prelevare le tartarughe nel momento in cui si spostano in cerca di sole.
Una volta catturate le tartarughe finiranno al Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo (Magione), di proprietà della Provincia di Perugia, che ospita il primo centro pubblico di recupero per tartarughe d’acqua..
Già ora un centinaio di tartarughe delle specie Trachemys scripta elegans, Trachemys scripta scripta, Graptemys kohni ed altre ancora sono custodite presso il Centro. Esemplari rivenuti in laghi e fiumi del territorio umbro dove sono stati precedentemente abbandonati, perchè cresciuti e divenuti ingombranti.
«La detenzione di giovani tartarughe acquatiche di varie specie come animali da compagnia è pratica comune – ha spiegato l’esperto ittiologo della Provincia Mauro Natali – ma spesso l’acquirente non si rende conto della taglia che raggiungono in pochi anni, se allevate correttamente, e dei problemi che ne possono derivare». È purtroppo quindi frequente l’abbandono, ma trattandosi di specie esotiche questo può essere causa di danni ambientali. Le tartarughe del Centro vivono in una grande vasca all’aperto nei mesi estivi ed in inverno in una apposita vasca all’interno di una camera coibentata dove, grazie ad un impianto di filtraggio e riciclaggio dell’acqua e ad apposite lampade a raggi infrarossi per il riscaldamento, trascorrono i mesi più freddi.
Sono inoltre soggette ad una assistenza veterinaria specializzata periodica per la cura di quelle che inevitabilmente si ammalano o arrivano al Centro con traumi di vario tipo.
- Redazione
- 4 Settembre 2010








