All'85/mo convegno della Società geologica italiana, presentate le carte che riguardano 23 comuni con rischio sismico «basso», 51  con rischio «medio» e 18 con rischio «alto».
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Le scosse di terremoto di questi ultimi tempi che hanno toccato l’Umbria non la trovato impreparata.
La regione, infatti, fa scuola a livello nazionale sulla cartografia geologica: è l’unica in Italia ad avere realizzato le carte di pericolosità sismica locale a scala 1:10000 di tutto il territorio regionale, mentre sono solo altre tre (Emilia Romagna, Marche e Toscana), oltre all’Umbria, le Regioni che hanno realizzato la mappatura geologica (a scala 1:10000) dell’intero territorio. Insieme a queste, durante l’85/o convegno della Società geologica italiana che si è svolto a Pisa, l’Umbria – ha riferito Palazzo Donini in un comunicato – è stata incaricata dalla comunità scientifica di svolgere attivamente un ruolo di capofila per tutte le regioni e quindi per l’Italia. A tal fine, sono cominciati i contatti per realizzare un motore di ricerca che raccolga tutte le informazioni geologiche.

Nel corso del convegno, il Servizio geologico e sismico regionale ha presentato le 276 carte geologiche e le 276 carte di pericolosità sismica locale dell’Umbria, realizzate raccogliendo centinaia di migliaia di dati.
Le cartografie di pericolosità sismica, hanno spiegato i responsabili del Servizio regionale, hanno permesso l’individuazione delle zone soggette a deformazioni, come le frane, e di quelle dove si potrebbero verificare amplificazioni dei fenomeni sismici di circa il 50 per cento del territorio regionale.
Elaborati, hanno rilevato, di particolare importanza soprattutto per i Comuni, che devono pianificare l’utilizzo del territorio. In una regione come l’Umbria, in cui tutti i Comuni sono classificati in tre livelli di rischio sismico (23 in quello «basso», 51 nel «medio» e 18 «alto»), le cartografie eseguite – hanno sottolineato – permetteranno un uso sempre più consapevole del territorio e del suo patrimonio storico.

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