Un imprenditore cinese di 32 anni, in Italia con regolare permesso di soggiorno, e’ stato arrestato dai carabinieri di Citta’ di Castello per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed impiego di manodopera clandestina, nonche’ per violazioni in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia sanitaria.
La situazione rappresenta bene cosa ci si può aspettare se non verrà curata per tempo la c.d. “sindrome cinese”, la tendenza cioè del mondo del lavoro occidentale a livellarsi, non per sua volontà, ai più bassi livelli della concorrenza e nello stesso tempo chi ci guadagna veramente.
Il garage-laboratorio nel quale il cinese aveva avviato una attività tessile era utilizzato anche come abitazione da parte di 10 operai, all’interno di tre piccolissime stanze, realizzate utilizzando dei pannelli in cartone pressato.
Le condizioni igienico sanitarie dei locali erano assolutamente precarie, ma i dieci cinesi, condotti in caserma ed ascoltati dagli investigatori, hanno dichiarato di essere soddisfatti dell’alloggio ed anche dello stipendio, pari a 300 euro al mese.
Nel laboratorio si producevano soprattutto camicie, commissionate da una nota casa italiana al costo di 7 euro al pezzo, ma rivendute a prezzi 10 volte superiori.
- Redazione
- 22 Settembre 2010








