Tra le norme volute dal Ministro Brunetta, il divieto dell'uso di mezzo proprio per espletare i servizi sanitari, obbliga le Usl ad aumentare il parco auto o a ridurre attività di sorveglianza ed assistenza
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Di fronte alle polemiche di parte sindacale e politica ( anche la portavoce dell’opposizione Udc a Palazzo Cesaroni, Sandra Monacelli, con una interrogazione al presidente della Giunta regionale interviene nel merito delle “problematiche dei servizi veterinari" a seguito della disposizione)  sul Decreto Legge 78 del 2010 convertito in Legge 122/2010 che disapplica la norma che autorizzava i pubblici dipendenti ad usare il proprio mezzo per l’attività lavorativa, è intervenuta l’Usl 2 di Perugia.
“Questa normativa ha grosse ripercussioni organizzative sulle Aziende Sanitarie territoriali
che offrono servizi sul territorio sia di assistenza a domicilio, sia di vigilanza, con controlli
igienici e di prevenzione
presso privati e aziende di produzione. – viene detto in un comunicato – L’Azienda USL 2, in attesa di eventuali disposizioni Regionali, ha fatto fronte al problema attivandosi a vari livelli:
– da una parte ha già rinnovato la dotazione del parco macchine, pertanto gli attuali mezzi
a disposizione sono o nuovi o in buone condizioni, ed avviato un progetto di informatizzazione per la prenotazione delle auto che dovrebbe portare all’ottimizzazione dell’uso delle risorse disponibili;
– dall’altra, dando disposizione che, in situazioni particolari, previa autorizzazione dal
Responsabile del servizio, in via del tutto eccezionale e residuale, si possa utilizzare
l’automezzo proprio, al fine di non incorrere in interruzione di pubblico servizio
.
E’ singolare che qualche organizzazione sindacale abbia cercato di attirare l’attenzione
sulla qualità degli automezzi aziendali, tralasciando invece il cuore del problema che è la
disapplicazione, da parte del Governo, della norma che consentiva la possibilità
dell’utilizzo degli automezzi propri.

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