"Non dobbiamo piangerci addosso” perchè a livello europeo il nostro è tra i paesi «migliori» nello sviluppo delle fonti rinnovabili. Ha citato in proposito tre esempi: il caso dell’Angelantoni, azienda umbra che ha messo a punto un innovativo sistema per la produzione di tubi ricevitori per le centrali solari termodinamiche, e per quanto riguarda l’Enel la «rete intelligente» per la gestione di più centrali elettriche e l’ introduzione dei contatori elettronici.
Lo ha detto Simone Mori, direttore «regolamentazione, ambiente e carbon strategy»,dell’Enel, intervenendo a Perugia ad una tavola rotonda del convegno di economia e politica industriale promosso dalla rivista «L’ industria» e dalla locale università.
Poi ha aggiunto che l’Italia è tra i «migliori Paesi» a livello europeo nel settore dello sviluppo delle fonti rinnovabili ma è anche il «solo» tra quelli grandi e medi senza centrali nucleari.
Lo ha detto Simone Mori, direttore «regolamentazione, ambiente e carbon strategy»,dell’Enel, intervenendo a Perugia ad una tavola rotonda del convegno di economia e politica industriale promosso dalla rivista «L’ industria» e dalla locale università.
Poi ha aggiunto che l’Italia è tra i «migliori Paesi» a livello europeo nel settore dello sviluppo delle fonti rinnovabili ma è anche il «solo» tra quelli grandi e medi senza centrali nucleari.
In fatto di risparmio energetico – da Mori definito «prima risorsa» – l’ Italia è in cima alle classifiche Ocse dei paesi più virtuosi nel rapporto Pil-costo energetico, ma per affrontare le sfide del futuro però deve rientrare nel «club del nucleare», una «tecnologia matura è sicura» ha sottolineato il direttore Enel.
Non chiarito se in Italia ci siano così tante risorse per sviluppare il nucleare insieme agli impianti che permettono di sfruttare le energie rinnovabili.








