Il governo ha compiuto un altro passo sulla strada della riforma che interessa le farmacie, approvando in Consiglio dei ministri un disegno di legge sulle sperimentazioni cliniche, al cui interno è contenuto un passaggio dedicato proprio alle farmacie.
E’ stata proposta la modifica dell testo unico delle leggi sanitarie del 1934, sottolineando che «gli esercenti le professioni o arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali».
E’ stata proposta la modifica dell testo unico delle leggi sanitarie del 1934, sottolineando che «gli esercenti le professioni o arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali».
Con ciò via libera all’ingresso di «personale infermieristico» e «fisioterapisti» nelle farmacie, dove si potranno effettuare prestazioni «analitiche», ma anche «strumentali». Stop, invece, all’ingresso dei medici, nei confronti dei quali si erano levate nei mesi scorsi più di una perplessità da parte degli addetti ai lavori soprattutto per evitare sospetti di comparaggio.
Il ddl precisa infatti che i medici non solo non potranno operare all’interno delle strutture, ma non potranno neanche avere convenzioni con le farmacie per la partecipazione agli utili, pena una sanzione amministrativa da 5mila a 20mila euro.
Il ddl precisa infatti che i medici non solo non potranno operare all’interno delle strutture, ma non potranno neanche avere convenzioni con le farmacie per la partecipazione agli utili, pena una sanzione amministrativa da 5mila a 20mila euro.








