La proposta è stata avanzata in Consiglio regionale da esponenti del Pdl
incappucciati1

L’intento è lodevole, ma la soluzione proposta fa un po’ sorridere.
Il gruppo del Pdl in Consiglio regionale dell’Umbria ha presentato una proposta di legge sul tema della scelta dei primari della sanità.
La proposta vorrebbe essere “ una risposta all’ampio dibattito apertosi negli ultimi mesi sul problema della lottizzazione degli incarichi di primariato”.
E “Si pone come obiettivo quello d’introdurre procedure rigorose di selezione che escludano qualsiasi margine d’intervento per i partiti politici e che garantiscano che la selezione avvenga sulla base di criteri tecnico-meritocratici.
In particolare, nell’ambito della selezione per pubblico avviso prevista dalla normativa vigente, si ritiene che l’affidamento dell’incarico di primariato debba avvenire sulla base di una valutazione sia dei titoli professionali, scientifici e di carriera posseduti dai candidati che dalle prove d’esame dai medesimi sostenute, al fine di ridurre i margini di discrezionalità riconosciuti al direttore generale.”

Secondo il Pdl alla L.R. 15/2005 andrebbero aggiunte, tra l’altro, disposizioni le quali prevedano  che, nelle commissioni di selezione, due dei tre commissari siano scelti tra i dirigenti di struttura complessa operanti in ambito regionale nella disciplina oggetto della procedura
In merito a questa scelta, la proposta prevede che i dirigenti- commissari siano individuati  attraverso procedura di sorteggio, da svolgersi nell’azienda sanitaria locale interessata nei trenta giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle domande.
La procedura si svolgerebbe alla presenza di un pubblico ufficiale, che dovrebbe garantire l’anonimato dei dirigenti sorteggiati fino allo svolgimento delle prove concorsuali.

condividi su: