Lo trascorre in mezzo ai figli, ai nipoti e ai pronipoti il suo centesimo compleanno Domenica Vignanelli nata a Viepri il 29 settembre 1910. Lo stesso anno di Madre Teresa di Calcutta, Meazza e del Trio Lescano. Quando era papa Pio X, re Vittorio Emanuele III e Luzzatti guidava il Governo; regnava ancora lo Zar Nicola II, Giolitti stava per entrare nella guerra di Libia e l’Europa viveva gli ultimi anni della Belle Epoque.
Ma tutte queste cose “Menica” non poteva saperle. Lei viveva a Viepri.
E, dopo 9 papi e 78 governi, proprio a Viepri è tornata per i suoi 100 anni, con una messa nella chiesa di San Giovanni Battista proprio sotto l’abitazione nella quale ha vissuto per tanti anni con il marito Pietro Moretti e i cinque figli: Mirella, Rina, Gervasio, Osvaldo ed Aurora.
Qui a Massa Martana è rimasta fino ai primi anni sessanta. Poi, le vicende della vita l’hanno portata a trasferirsi a Terni. Non per scelta, ma solo perché la ricerca di un lavoro per sè e per i propri figli costringeva, in quegli anni non facili, a trasferirsi in città. Con Pietro è riuscita ad avviare un negozio di frutta e verdura nel centro di Terni, tuttora in attività, nel quale portava a vendere anche i frutti della propria produzione orticola di cui contemporaneamente si occupava.
Ora vive a Massa Martana insieme alla figlia Mirella ma è a Viepri che ha lasciato il cuore e torna con la mente in ogni momento della giornata.
Lì ci sono i ricordi dell’infanzia, di quando aiutava in casa ed era addetta al pascolo di Facciallegra e Bobò, le due pecorelle preferite, e di Prosperino, un grazioso maialino: animali che nei suoi racconti appaiono più compagni di gioco che animali da lavoro. E di quando aiutava la mamma a tessere al telaio per confezionare lenzuola per tutto il paese. Ricorda questo periodo come un periodo lieto e spensierato.
E a Viepri ci sono i ricordi del matrimonio con Pietro celebrato nell’antica Abbazia di Santa Maria, e poi della nascita dei figli.
Ma ci sono anche i ricordi dei difficili anni delle guerre. Ancora si commuove al pensiero dei giovani che persero la vita nella prima guerra mondiale e ne parla come fosse ieri.
E, ancora, a Viepri sono anche i ricordi delle sofferenze, delle privazioni e dei sacrifici, dei sacrifici quelli veri, vissuti nel periodo della seconda guerra mondiale con la scarsità del lavoro, le continue corse tra le fonte pubblica per attingere acqua e lavare i panni, mentre, contemporaneamente, attendeva e badava ai propri genitori e ai suoceri, tutti malati e immobilizzati a letto.
Poi la morte improvvisa del fratello Ernesto, già vedovo, e lei che si prende cura dei cinque figli nipoti rimasti soli. E poi il lacerante ricordo della notizia di un bombardamento a Terni. Lì sotto resta uccisa la sorella Argenia, già vedova, e Domenica parte a piedi, insieme al suo Pietro, e va a Terni a recuperare gli altri tre nipoti.
Insomma una vita dedicata agli altri, in silenzio, sempre disponibile con tutti e senza mai chiedere, una dedizione totale alla famiglia senza riserve che è poi continuata avendo poi, più o meno, contribuito ad allevare anche i figli dei suoi figli. Fino a pochi anni fa ha continuato a sferruzzare e ha sfornato calzettoni e maglioni di lana per tutti.
La lunga, secolare vita non le ha risparmiato il dolore per la perdita prematura dell’amato marito Pietro e di una figlia, di Rina, ed è proprio dopo tale mancanza che da Terni si è trasferita a Massa Martana.
Ancora oggi dispensa a tutti i suoi consigli su come “riguardarsi” dai malanni e su come educare bene i figli. E lo fa con grande garbo, terminando sempre dicendo: “Io ve lo dico, ma poi fate voi …” E con lo stesso garbo si rivolge anche a tutti quelli che incontra, fosse anche per la prima volta, salutandoli con un sincero“Auguri e tante cose belle a tutti !”
Oggi gli auguri li facciamo a te nonna “Bebenca”, e veramente di cuore!










