La polemica investe l'impossibilità, per i dirigenti medici che operano in un distretto, di partecipare ad avvisi per  ottenere funzioni di maggiore responsabilità in altri distretti della stessa Usl
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Nei giorni scorsi la Cgil aveva attaccato la Usl 2  di Perugia per avera pubblicato un avviso interno, per conferire un incarico di struttura semplice dipartimentale per il Servizio Consultoriale nel distretto del perugino, “che appare vistosamente discriminatorio, oltre che illegittimo”.
La discriminazione deriverebbe dal fatto che la selezione  limita la partecipazione solo ai dirigenti medici di quella disciplina in servizio presso il distretto del perugino.
Si impedisce così, dice la CGIL, di partecipare a tutti gli altri dirigenti dell’Azienda in possesso dei requisiti di legge secondo quanto previsto dal art. 28 ccnl 2000.

A tale attacco ha risposto la Usl2 precsidando che “ questa Azienda ha da sempre conferito incarichi secondo le procedure e le modalità previste dai Regolamenti interni in materia di conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali, nel rispetto del C.C.N.L.
E’ da sottolineare che i citati regolamenti sono stati formalmente approvati con atto n. 245 del 30/04/2008, ed i criteri ivi riportati sono frutto di una lunga fase di concertazione ed ampia discussione (avviata il 31 ottobre 2007 e conclusa il 17 aprile 2008), avutasi tra la delegazione aziendale di parte pubblica e le OOSS della Dirigenza a cui partecipava anche la CGIL Medici.
La procedura riportata nei Regolamenti (allegati 1 e 2 alla Delibera 245/8), recita :- al punto 4. “…il Direttore Generale provvede ad emanare apposito avviso interno, indirizzato a tutti i dirigenti medici in possesso dei requisiti richiesti per il conferimento dell’incarico [anzianità, valutazioni positive, specializzazione, appartenenza al Dipartimento/Distretto di cui (la struttura semplice) è articolazione]…”.
“Pertanto, puntualizza l’Usl, dall’entrata in vigore dei Regolamenti ad oggi, sono stati conferiti gli incarichi dirigenziali con le procedure concordate, senza che alcuno abbia mai sollevato dubbi su aspetti discriminatori o di legittimità.”

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