Penalizzazioni alle industrie che delocalizzano, come proposto in Umbria, approvate in Commissione del Consiglio regionale della Lombardia
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Asse sinistra umbra e leghisti lombardi per cercare di curare i sintomi della “sindrome cinese”.
La Regione Lombardia sembra avviata a dare seguito alla proposta che era venuta dall’Umbria e provvederà alla revoca dei contributi per le imprese che delocalizzano
provocando forti penalizzazioni del tessuto industriale lombardo e perdita dei posti di lavoro.
La novità è contenuta in un emendamento al Piano Regionale di Sviluppo a firma dei consiglieri del Carroccio Massimiliano Romeo, Ugo Parolo e Renzo Bossi approvato all’unanimità  dalla Commissione Bilancio presieduta da Fabrizio Cecchetti (Lega Nord).
Il documento prevede forme di «disincentivazioni fino alla revoca dei contributi regionali» «alle imprese che delocalizzano »anche attraverso cessione di ramo d’azienda o per attività produttive appaltate ad aziende terze.

Sull’emendamento che revoca i contributi per le delocalizzazioni sono confluiti anche i voti favorevoli del Partito Democratico. Il Capogruppo del Pd, Luca Gaffuri, ha approvato il testo formulato in Commissione auspicando però allo stesso tempo un suo “rafforzamento” per evitare che possa restare una “scatola vuota”.
“La Regione – ha detto al riguardo Gaffuri in Commissione- potrebbe richiedere alle aziende, nel caso di contributi superiori a 100 mila euro, la sottoscrizione di una fidejussione per garantirsi il recupero dei fondi concessi nel caso l’azienda trasferisca all’estero la produzione”.

 

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