L'unanimità raggiunta nella terza commissione del consiglio regionale potrebbe contribuire a "raffreddare" le polemiche intorno ai Sert ed alla Comunità terapeutiche
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Il problema delle tossicodipendenze in Umbria sarà affrontato da una commissione d’inchiesta piuttosto che da una speciale, più complessa e da istituire con legge, come chiedevano tutti i consiglieri di opposizione, primo firmatario Franco Zaffini (Pdl).
La soluzione, maturata alla unanimità in terza Commissione regionale, è stata suggerita dal consigliere di maggioranza Damiano Stufara (Prc) che, sottolineando la validità della Commissione d’inchiesta, più snella nelle procedure di nomina e di funzionamento rispetto ad una Commissione speciale, ha definito, “importante conoscere il gravissimo fenomeno delle
tossicodipendenze in Umbria ed individuare azioni concrete per contenerlo
”.

Sull’argomento la tensione era alta dopo la levata di scudi della CGIL a difesa dell’opera dei Sert., contro il tentativo di “ imporre all’opinione pubblica l’idea di una contrapposizione tra i servizi pubblici e le Comunità Terapeutiche (private). Ma la realtà è tutt’altra".
La denuncia è della Fp-Cgil che se la prende con “la destra in Umbria (che) si caratterizza per le gratuite aggressioni ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.
Per l’organizzazione sindacale ci sarebbe, invece, “una realtà molto diversa da quelle presentata: da anni oramai si è stabilita una proficua collaborazione tra il pubblico ed il privato, in una sinergia che ha come obiettivo il recupero della persona ad una vita piena”.
“Queste posizioni, prosegue la Cgil, hanno l’unico risultato di gettare discredito su operatori che lavorano in servizi di frontiera, fornendo con professionalità e dedizione il proprio lavoro, delegittimandoli nel loro agire, creando confusione in chi ha bisogno del loro sostegno.

I dati in Umbria, quelli veri, parlano da soli: nel 2000 sono stati sequestrati 3,27 Kg di cocaina e 2,05 Kg di eroina, nel 2008 di cocaina ne sono stati sequestrati 22,08 Kg e di eroina Kg 4,18.
A questo aumento è corrisposto un incremento nel numero di persone seguite dai Sert dell’Umbria: nel 2000 erano 2795, nel 2008 sono aumentati a 3037.
Quindi ad un aggravamento della situazione, ha corrisposto la capacità dei servizi pubblici di farsi carico di nuovi problemi.”

Le comunità terapeutiche – conclude la CGIL –  sono uno strumento utile, al pari di altri; non possono sostituire il complesso di servizi e azioni necessari a prevenire dipendenza e decessi.
Anche per un problema di strategie terapeutiche, oltre che di spesa pubblica, poiché la maggior parte dei consumatori non ha necessità di programmi residenziali.
Si sappia che il costo medio giornaliero di una comunità è di circa 60 €, con punte di 110 €
in caso di strutture che si occupano di tossicodipendenti con problematiche psichiatriche.
Si pensi a cosa potrebbe accadere alle casse regionali se tutti i 3000 utenti dei Sert fossero inseriti in strutture residenziali. Si dovrebbero spendere come minimo 180.000 € al giorno. Posto che ciò possa essere possibile, ad oggi le comunità non potrebbero reggere tanti ingressi. E allora? “
 
 

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