A Terni la polizia ha scoperto una “internazionale” del malaffare basata sull’immigrazione clandestina.
Cinque egiziani sono stati arrestati, denunciati a piede libero cinque italiani e dieci espulsioni di extracomunitari
I cinque egiziani sono accusati di avere fatto lavorare in cantieri edili diversi clandestini in cambio di vitto e alloggio o di paghe di poche decine di euro.
Secondo gli investigatori la presunta organizzazione operava in Umbria, Lazio e Lombardia.
A capo un egiziano quarantaduenne con il quale operavano due fratelli e due loro connazionali con età tra 25 e 41 anni.
I cinque reperivano con la collaborazione di italiani compiacenti, manodopera clandestina da occupare nei cantieri edili attraverso la contraffazione di permessi di soggiorno oppure false dichiarazioni di assunzione.
I clandestini – ha accertato la polizia – prestavano la loro attività in cambio di cibo ed alloggio (a Terni l’egiziano disponeva di tre appartamenti) o con una paga giornaliera oscillante tra 20 e 50 euro.
L’egiziano di 42 anni è risultato titolare di una ditta edile con base a Terni ed operante dal 2005 in varie località tra cui Narni, Torvainica, Ostia, Milano e Roma.
Tutta l’attività – è emerso dall’indagine – veniva svolta in nero e con totale evasione fiscale.
Denunciati, invece, a piede libero tre milanesi e due ternane, tutti per avere attestato falsamente, in cambio di denaro, che i clandestini lavoravano come colf o badanti alle loro dipendenze.
L’indagine è stata avviata nel 2009.






